Il logo delle Olimpiadi in Brasile, corretto per evidenziare i rischi per la salute

Il nuovo logo delle Olimpiadi è stato ridisegnato per segnalare i rischi per la salute dovuti all'inquinamento del mare e delle spiagge. I rischi per gli atleti sembrano alti

Fonte: Reddit

Sono stati allarmanti i nuovi dati relativi all’inquinamento dei corsi d’acqua di Rio de Janeiro. I fiumi sfociano nella spiaggia di Sao Bento nella baia di Guanabara, che dovrà ospitare le Olimpiadi 2016. Proprio Guanabara, infatti, risulta uno dei luoghi più soggetti allo scarico abusivo di rifiuti tossici.

Il governo Brasiliano aveva promesso che avrebbe ripulito almeno l’80% delle spiagge e dei corsi d’acqua dell’area. Erano convinti che, come avevano superato il riversamento di detriti minerari nel fiume Mariana, in quello che era stato definito il più grande disastro ecologico della storia, così avrebbero fatto in questa situazione. Ma, ad oggi, nessuno vede ancora miglioramenti. Le preoccupazioni dei partecipanti e dei tifosi sono giustificate, tanto da modificare il logo delle Olimpiadi. I cinque cerchi intrecciati si trasformano nella sagoma allusiva del convenzionale simbolo di pericolo per materiali tossici.

L’inquinamento della spiaggia di Sao Bento

Guanabara Bay è un’area di 147 metri quadri di mare pesantemente inquinata. La spiaggia è ricoperta di rifiuti umani come bambole di plastica, pezzi di arredamento, spazzatura lasciata marcire al caldo brasiliano. Sao Bento viene costantemente piantonata dai senzatetto brasiliani che cercano qualcosa da riciclare, nonostante l’altissimo rischio di contrarre gravi malattie. Lo stesso rischio viene corso dai volontari che si premurano di superare l’inciviltà dei cittadini e tentano, per quanto possibile, di ripulire le acque.

L’inquinamento non si limita alle spiagge ma si estende sino a numerosi metri dalla costa. Le acque sono nere, insozzate da liquame carico di virus e batteri – probabilmente il residuo di rifiuti tossici scaricati abusivamente in quella che era un’area portuale. Successivamente all’uso portuale, l’area era adibita alla pesca ma la quantità di rifiuti in mare ha impedito l’attività, eliminando un’intera colonia di pescatori.

I rischi per la salute degli atleti

Consapevoli di questi rischi, alcuni atleti avevano sperimentato il luogo dove avrebbero dovuto gareggiare. A Gennaio di quest’anno, in previsione dei giochi, il velista Erik Heil si era avvolto in una tuta di plastica per tentare di arrivare a largo. È finito in ospedale, assalito da batteri carnivori.

È stato affermato che il rischio di contrarre malattie è due milioni di volte superiore rispetto a quello considerato allarmante in Stati Uniti ed Europa. In previsione delle Olimpiadi, sono state attivate le eco-boats, piccole navi ecologiche che avrebbero dovuto ripulire quelle acque dai rifiuti tossici, per quanto possibile. La domanda sorge spontanea, erano necessarie le Olimpiadi affinché qualcuno facesse qualcosa?

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