Il miracolo del Rigopiano, "segnali di altre persone vive"

Già recuperati diversi superstiti dalle macerie dell'albergo colpito dalla slavina

Roma, 20 gen. (askanews) –  “Abbiamo dei segnali di altre persone che rispondono alle nostre sollecitazioni. Mi fermo qui perché bisogna andarci piano”. Lo ha detto Giuseppe Romano, dirigente dei vigili del fuoco che si trova a Rigopiano, dove c’è l’hotel investito da una valanga.

Secondo il responsabile comunicazione dei vigili del fuoco Luca Cari sono sei, e non otto come inizialmente altre fonti riferivano, i sopravvissuti alla valanga sull’hotel Rigopiano trovati vivi dai soccorritori sotto le macerie della struttura alle pendici del Gran Sasso.

Due di loro sono già stati trasportati all’ospedale civile di Pescara, dove verranno curati. Lo ha riferito a SkyTg24 Walter Milan, responsabile della comunicazione con la stampa del CNSAS nazionale. Si tratta del piccolo Edoardo Di Carlo e della madre, da poco estratti dalla valanga. Ad accoglierli all’ospedale ci sarà la zia.

“Le condizioni sanitarie” delle persone trovate vive “al momento non le sappiamo, un medico del soccorso alpino li sta assistendo: alcune sono in buone condizioni, altre ancora da valutare”, ha spiegato Milan.

“L’estrazione – ha detto ancora – non è ancora completata: sono stati portati via in due, una mamma con una bambina, per il resto stiamo lavorando. L’operazione di scavo durerà un po per ampliare delle piccole cavità dove ci sono almeno due persone e poter far entrare i medici”.

“Siamo vicini al miracolo, noi ci speravamo tanto, sapevamo che c’era la possibilità di trovare queste sacca d’aria e questo ci ha spinto a continuare a scavare con più determinazione”, ha concluso Milan.

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