Il mondo del porno protesta: no alla legge sull'obbligo del preservativo

Il mondo del porno californiano protesta contro una proprosta di legge che obbligherebbe all'uso del preservativo sul set

Niente preservativi nei film porno: gli attori del cinema hard si stanno mobilitando in California contro una proposta di legge che – secondo loro – rischia di creare non pochi problemi alla loro professione.

La proposta di legge, denominata “Prop 60”, è stata avanzata da Michael Weinstein, amministratore delegato della AIDS Healthcare Foundation, un’organizzazione no-profit, e prevede che gli attori possano esser citati in giudizio dagli spettatori se questi ultimi noteranno che in una scena di un film porno non sia stato utilizzato il preservativo. Per aggirare anche l’utilizzo di ‘nom de plume’ da parte degli attori stessi, è prevista pure la possibilità di richiedere il nome vero – nonché l’indirizzo – dei protagonisti delle scene incriminate.

La nuova norma ha l’obbiettivo di limitare il rischio della diffusione dell’HIV sui set dei film hard, anche se qualcuno non esclude che il fatto che la AHF controlli una catena di farmacie nella California meridionale possa costituire un ‘incentivo’ alla proposta.

Di sicuro c’è che i professionisti del porno sono sul piede di guerra, non solo perché l’utilizzo del preservativo sarebbe essere ‘limitativo’ in alcune scene quanto, soprattutto, perché li renderebbe ricattabili. Qualora la proposta passasse, ci sarebbe il concreto rischio di crisi per un’industria che a Los Angeeles e dintorni fattura milioni di dollari.

Così, nei giorni scorsi attori e attrici hanno protestato marciando sul Sunset Boulevard di Los Angeles proprio sotto il quartier generale della AHF, ottenendo nel frattempo anche la solidarietà di diversi quotidiani locali e non, come il San Francisco Chronicle e il Sacramento Bee, nonché sia del partito Democratico che di quello Repubblicano.

“E’ una persecuzione: il nostro anonimato è molto importante per noi” ha dichiarato l’attore Alec Knight a “The Hollywood Reporter”. “Weinstein vuole creare un’utopia e noi tutti ne pagheremo le conseguenze”, gli ha fatto eco la collega Julia Ann.

Non è peraltro la prima volta che Weinstein prova a far passare una legge del genere: una proposta simile, la Measure B, era stata approvata durante le elezioni del 2012 ma solo per esser respinta a agenzie governative come il Dipartimento della Salute Pubblica perché incostituzionale.

Weinstein non è comunque arreso e ci sta riprovando, sborsando milioni di dollari finanziare la messa in onda di uno spot pubblicitario nei quale due attori hard, Derrick Burts e Cameron Bay, denunciano di aver contratto l’HIV sul set, anche se poi tutti i loro partner sono risultati negativi ai test. Ricordiamo che l’ultima esplosione di HIV nel mondo del porno risale a oltre dieci anni fa, nel 2004, quando fu contratta da un attore e tre attrici, con relativo stop sui set per una trentina di compagnie cinematografiche. Come finirà questa volta?

 

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