Il 'nonno' del calcio para i rigori a 54 anni

“Perché gioco ancora? Mi trascina la passione”

Fonte: Getty Images

Quella di saper parare i calci di rigore è un'arte. Un po' come andare in bicicletta: una volta che si è imparato il 'trucchetto' non ci si scorda più come fare. E così, anche a 54 anni, c'è chi ancora si rende protagonista tra i pali nonostante la carta d’identità.

E' il caso di Enrico Boselli, nato il 15 settembre 1962 e in forza al San Nazzaro Sesia (paese novarese in riva al fiume che divide le province di Novara e Vercelli), nella squadra del girone B di Seconda categoria. 

Domenica scorsa l’allenatore lo ha schierato dal primo minuto nonostante la non più verde età e, all’inizio del secondo tempo, ha neutralizzato un penalty calciato da un attaccante. Per la cronaca, grazie anche alle sue parate, il San Nazzaro è riuscito ad ottenere il secondo punto del campionato al termine di un'avvincente sfida chiusasi sul 3-3.

"Sono sincero, non mi aspettavo di giocare – le sue parole riprese da 'La Stampa' -, ma sono contento perché ho sempre pensato che è il campo che deve dare delle risposte. Avevo talmente tanta adrenalina in corpo che non riuscivo a prendere sonno la notte".

"Ciò che mi trascina è la grande passione per questo sport, unitamente alla voglia di far parte di uno spogliatoio e al rispetto che i compagni hanno sempre avuto nei miei confronti", ha poi aggiunto l’estremo difensore.

Il 'nonno' portiere dei record lavora in banca, è grande tifoso del Torino, è di Novara, dove in gioventù frequentava l’istituto per ragionieri Mossotti, ma da molti anni risiede a San Nazzaro: con la squadra calcistica del paese per circa 20 stagioni ha fatto il portiere di riserva. In estate la società aveva deciso di allestire una rosa di qualità per provare a centrare i playoff. Boselli però, almeno inizialmente, era fuori.

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