Il nordcoreano vince la guerra con la Fiorentina

Tutte le richieste di Song Hyok Choe sono state accolte.

Fonte: violachannel

La Fiorentina dovrà reintegrare in rosa Song Hyok Choe.

Ma la vicenda non è una delle consuete diatribe per mobbing, o un normale screzio riguardante il contratto. Qui c'è in ballo molto di più, perché il giocatore in questione è nordcoreano.

Il 18enne, aggregato alla nazionale Under 17 della Nord Corea, si trovava in Italia in ritiro per preparare i Mondiali di categoria: qui, durante un'amichevole, fu notato dalla Fiorentina, che precedette l'Inter e – ottenuto il transfer – lo tesserò nel mese di marzo.

Il tempo di disputare 4 partite in Primavera, di andare in panchina altre 6 volte ed essere 'licenziato' nel mese di luglio. Questo perché lo staff tecnico delle giovanili viola è cambiato (è tornato anche Pantaleo Corvino), per le difficoltà di contrattualizzare un giocatore nordcoreano e anche per l'interrogazione parlamentare avanzata da due deputati del PD sulla base del rapporto del Database center for North Korean Human Rights, che recita: "Nessun nordcoreano che lavori fuori dai confini nazionali può tenere per sé lo stipendio Ai nordcoreani vengono normalmente negati contatti con la stampa, mentre le relazioni con i colleghi stranieri sono limitate a quanto strettamente necessario per l'effettiva esecuzione del lavoro [..] sono inoltre fortemente limitate le comunicazioni con la Corea del Nord, che possono avvenire solo parzialmente e per corrispondenza. Sono infine vietati l'utilizzo dei social network e l'accesso ad internet; appena arrivano in territorio straniero, ai nordcoreani vengono confiscati i documenti. In questo modo, se si allontanano dal luogo di lavoro, non possono provare la propria identità [..] Pare che, in media, il 70 per cento dello stipendio debba essere devoluto all’autorità".

Tuttavia Choe non si è arreso e ha scelto di adire le vie legali. Con successo.

Questo perché, come spiegato dal Corriere Fiorentino, in realtà un contratto è stato firmato ma non è stato depositato dal club viola. Così il ricorso degli avvocati dell'ala destra è stato accolto e il club gigliato dovrà reintegrarlo in rosa e pagare gli arretrati che gli spettano.

La Fiorentina ha risposto prontamente con un comunicato stampa: "ACF Fiorentina prende atto delle decisioni del Tribunale Federale Nazionale (con una decisione è stata riconosciuta la legittimità dell'inserimento del giocatore Choe Song Hyok nelle liste di svincolo al 15 luglio 2016 e con un'altra è stata dichiarata la validità del contratto da professionista stipulato antecedentemente a tale data), ma resta convinta delle proprie ragioni in merito all'invalidità del contratto con il giocatore, riservandosi l'impugnativa di tale decisione non appena avrà preso visione delle relative motivazioni. Nel frattempo, riconfermiamo che Choe Song Hyok non giocherà nelle squadre di ACF Fiorentina per questioni sia contrattuali che legate a valutazioni tecniche. ACF Fiorentina procederà quindi cautelarmente a risolvere il rapporto di lavoro dichiarato valido dal TFN".

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