Il nuovo Frankenstein, oltre il trapianto di testa la rianimazione dei morti

Il nuovo dottor Frankenstein è arrivato sulla scena mondiale ed è italiano, pronto a far cose impensabili

Fonte: flickr

Da oggi è presente tra noi il signor Frankenstein 2.0. Si tratta del dottor italiano Sergio Canavero, soprannominato con questo appellativo poiché ha programmato di operare un malato terminale russo, Valery Spiridonov, sottoponendolo ad un trapianto di testa, entro il mese di dicembre 2017. Il professore sostiene che mediante questa pratica potrà rianimare e dar benefici a un gran numero di persone in futuro e che questa sarà solo la prima di una lunga fila di operazioni dello stesso genere.

Canavero si prefissa anche di poter rianimare i corpi mediante l’elettricità, proprio come fu fatto per Frankenstein. Egli in un saggio sostiene di avere fatto numerosi test su cavie e che ora è venuto il momento di passare la pratica sugli uomini.
Ovviamente non si sono risparmiate critiche per questa avventata idea del medico italiano, una folta coltre di esperti del settore vanno contro questa possibilità per la presenza di troppe complicazioni e rischi a cui il paziente verrebbe esposto. Il dottore però difende il suo lavoro e sostiene che c’è solo un restante dieci per cento di possibilità di causare la morte del paziente.

Sta di fatto che il professor Canavero ha già trovato il suo primo paziente, si tratta appunto del russo Valéry Spiridonov, uomo di 31 anni e malato terminale. Egli, affetto da una rara malattia genetica da quando era bambino che non gli permette di utilizzare alcun muscolo, afferma infatti di voler farsi aiutare dalla tecnologia poiché oggi impossibilitato a compiere i più elementari movimenti. Si dice anche per nulla spaventato dall’intervento propostogli dal medico grazie ai numerosi test svolti.

Il professor Canavero infatti si sente sicuro del suo intervento, ha già anche pianificato le varie fasi per il paziente sia in sala operatoria che dopo. L’operazione infatti dovrebbe durare circa centocinquanta ore con l’intervento di uno staff di ben trentaquattro medici che per evitare la morte delle cellule cerebrali dovranno congelare la testa del malato e poi attaccarla al collo del paziente il quale dovrà rimanere in coma per circa due mesi. Secondo il dottor Frankenstein dopo dodici mesi il paziente sarà in grado di utilizzare tutti i suoi arti e di poter camminare. E si, è tutta realtà, nulla di più vero!

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