Il passato italiano del ricercato Anis Amri

I trascorsi del 24enne tunisino

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Palermo, 22 dic. (askanews) – Anis Amri, il tunisino più ricercato d’Europa col sospetto d’essere uno degli autori della strage di Berlino, ha un passato legato a doppio filo con l’Italia. Giunto nel nostro Paese nel 2011, il 24enne non ha tardato a mettersi subito nei guai partecipando all’incendio del centro di accoglienza di Lampedusa.

Un episodio non rimasto isolato in quanto Amri, una volta raggiunta la Sicilia, avrebbe dato fuoco anche ad una scuola, venendo condannato per questo. Trascorsi 4 anni in carcere, tra Catania e l’Ucciardone di Palermo, sul suo capo è piombato un decreto di espulsione rimasto però ineseguito a causa del mancato riconoscimento da parte del suo Paese d’origine. Da Palermo quindi il giovane è stato trasferito al Cie di Caltanissetta dove è rimasto fino a che non è tornato libero nel 2015.

Solo a quel punto Amri avrebbe lasciato l’Italia per raggiungere la Germania dove, da circa 6 mesi, era finito sotto osservazione da parte delle autorità perché considerato vicino all’Isis. In particolare, c’è il sospetto che Amri fosse in contatto con un gruppo che aveva il compito di reclutare combattenti per il medio oriente.

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