Il sacerdote millenario, custode del tesoro dei Maya

Fonte: Getty Images

Questa vicenda eccezionale scaturisce dallo slancio e dall’ingegno di Robert Stacy-Judd, il celebre architetto e autore di grandiosi progetti in quello che è stato poi il Mayan Revival architecture che ebbe un discreto successo in Gran Bretagna e Stati Uniti nel secolo scorso. Il noto architetto, padre dell’Aztec Hotel, nutriva come noto una autentica passione per la conoscenza e i viaggi a fini esplorativi in un’epoca in cui la dimensione della ricerca aveva ancora una valenza in quanto i mezzi non consentivano itinerari numerosi.

Proprio questi avventurose ricerche condotte da Stacy-Judd costituiscono oggetto di una serie congrua di scritti, non datati, tra cui L’eremita di Lol Tun. Nel manoscritto, riferito alla sua quinta spedizione Study-Judd ha documentato l’incredibile incontro con quello che potrebbe essere definito il sacerdote millenario, custode del tesoro dei Maya in questa selvaggia e affascinante area dello Yucatan denominata “Fiore di pietra”.

Proprio nelle grotte di Lol Tún furono trovate testimonianze della loro frequentazione e del loro uso cultuale, documentato da pitture rupestri, vasi cerimoniali e piccole statue, che rappresentavano offerte alla divinità.

Scendendo nelle grotte, oggi si possono vedere oltre a resti di bisonti e felini, manufatti in pietra, conchiglie marine, petroglifi e pitture rupestri raffiguranti impronte di mani ed animali risalenti al periodo Preclassico e Classico della antica civiltà che rese magnifica questa penisola.

Molto più recenti i resti delle barricate innalzate dai ribelli maya che in queste grotte si erano rifugiati durante la Guerra delle Caste, condotta dagli indigeni contro i bianchi, dal terribile bilancio in termini di vite umane.

Tornando al viaggio di Stacy Judd, l’architetto con le sue tre guide Maya decise di visitare queste meraviglie, addentrandosi nella caverna centrale e rendendola un punto di riferimento per proseguire. Proprio mentre si trovava con la terza guida nel pieno dell’esplorazione, una roccia enorme si staccò dal soffitto mettendo a repentaglio la vita dell’architetto e della guida.

Dopo il crollo, i due decisero di tornare indietro verso le altre due guide che avevano deciso di rimanere lungo il percorso per fissare così i punti del percorso.

Grazie a una torcia e a una staffetta, si ritrovarono ben presto in prossimità di una stretta apertura: circa venticinque piedi sopra il suo livello, Stacy-Judd notò un piccolo punto di luce, che superò per scoprire una presenza insospettabile. Si trottava di un uomo molto anziano, quasi cieco e con indosso una tunica.

Le guide erano in grado di parlare con il vecchio e riferirono a Stacy-Judd che si trattava di un sacerdote Maya, a guardia dei tesori. Aveva vissuto anche in quelle grotte, così inospitali e si era cibato di noci selvatiche, bacche, frutti ed erbe.

Fu lui a guidarli, in quei luoghi ameni e a ricondurli nella caverna principale. Che sia fondata o meno l’identità dell’uomo, la descrizione di Study-Judd risulta, ancora oggi, una testimonianza stupefacente della seduzione dell’ignoto esercitata in questa meravigliosa area della penisola dello Yucatan.

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