Il Sassuolo vince, ma sugli spalti spunta un'ombra

Neroverdi in festa dopo il successo sulla Stella Rossa in Europa League. A Reggio Emilia stadio quasi deserto per timore di incidenti: tutto bene, ma con un pericolo scampato

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Fonte: Getty Images

Da Genova a Reggio Emilia ci sono 230 chilometri di autostrada neppure troppo lineare, dovendo attraversare parte dell’Appennino settentrionale. Per sua fortuna, però, Ivan Bogdanov non ha compiuto la tratta diretta per visitare le due città italiane nelle quali la sua presenza non è passata inosservata a distanza di 6 anni e mezzo l’una dall’altra.

Nella notte che ha catapultato il piccolo Sassuolo a un passo dai gironi dell’Europa League, consacrando forse in via definitiva una nuova grande del panorama calcistico nazionale, stride infatti non poco la presenza al Mapei Stadium del “bruto” che il 12 ottobre 2010 scrisse una delle pagine più nere del calcio internazionale, decretando di fatto da solo la sospensione di Italia-Serbia.

Si giocava a Marassi per la qualificazione all’Europeo in Polonia e Ucraina, quando dopo 10’ il temibile capo ultrà serbo decise che era il momento di diventare protagonisti. Tra lanci di fumogeni e petardi e l’impressionante taglio della rete di protezione con un coltellino, Bogdanov, simbolo della lotta delle frange più oltranziste del tifo serbo contro le istituzioni locali, impose di fatto l’interruzione della partita, poi vinta a tavolino 3-0 dall’Italia di Prandelli.

Arrestato la notte stessa nel capoluogo liguire, poi estradato e processato, Ivan il Terribile ha finito di scontare la pena nel 2013, tornando a tutti gli effetti un libero cittadino. Forse pure troppo, essendo riuscito ad acquistare un regolare biglietto per la partita del Mapei Stadium, vista nei panni di tifoso della Stella Rossa.

Gli è andata male, ma per fortuna è andata meglio all’ordine pubblico, lasciato questa volta sereno, per il buon cuore di Ivan.

Al termine di un'estate che si era aperta con gli incidenti provocati dagli hooligans inglesi, russi e croati all'Europeo, resta il mistero di come nessuno si sia insospettito di fronte a un nome e a un cognome così poco “casuali” e resta soprattutto la ragione dei tifosi del Sassuolo che hanno disertato la sfida per timore di incidenti. Gli ultras serbi si sono comportati bene ed è vero che la partita avrebbe meritato un’altra cornice, ma la prudenza non è proprio mai troppa…
 

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