Il segreto del re del mercato: "Studio le scimmie"

"L'idea viene da un mio amico"

Fonte: Getty Images

Mino Raiola, procuratore tra gli altri di Balotelli e Ibrahimovic, ha dato spettacolo in una lunga intervista al 'Giornale'.

"Mario è un fenomeno, però è Balotelli. La sua fortuna è stata di essere adottato da due persone fantastiche, in una città però difficile. Diciamolo: razzista. Ha subito tanto quando era bambino, e la sua testa è sempre stata un po' così: se avesse avuto quella di Zlatan, con il suo talento avrebbe vinto già 5 Palloni d'Oro".

E ancora: "Mario è pazzerello, ma gli perdoni tutto perché è un bravo ragazzo. Un giorno mi chiede la Bentley in prestito e io: Mario, fai il bravo, fila. Segna due gol al Marsiglia e poi ne riparliamo. Ovviamente me ne dimentico. Qualche tempo dopo mi chiama mia moglie: C'è qui Mario, te lo passo. Sento il vocione: Mino, le chiavi…. E io: Le chiavi di che?. E lui: Della Bentley, ho fatto due gol, no? Gliele ho date. E' andato allo Yacht Club e facendo retromarcia ha preso un palo. Mi ha chiamato, col vocione: Mino, scusa…. L'ho perdonato, con lui non riesco ad arrabbiarmi".

Raiola ha anche svelato un suo segreto: "C'è il mio amico laureato in neuroscienze. Mi ha raccontato del test della scimmietta: le davano una moneta per comprare degli acini d'uva. In una pila aumentavano sempre di numero gli acini e lei andava sempre lì. Poi hanno cominciato a togliere, tipo da 5 a 4, mentre nell'altra pila hanno cominciato ad aggiungere, da 1 a 2. E lei ha cambiato pila, prendendo meno solo perché pensava di avere di più. Gli umani con i soldi sono uguali: l'importante è saperlo quando tratti un affare".

"Per diventare un campione prima bisogna soffrire, passare oltre la sofferenza. E come il diamante: nasce da una pressione pazzesca. Serve il fuoco dentro. E io sono stato fortunato, di campioni con me ne ho sempre avuti: Zlatan, Nedved, Maxwell e adesso Matuidi e Donnarumma. Che diventerà anche meglio di Buffon, perché chi arriva nel futuro è sempre meglio del passato. E poi c'è Mario: è ancora in tempo".

Considerazione finale sul calcio italiano: "Eravamo i migliori del mondo, avevamo i campioni. Intanto in Inghilterra hanno fatto gli stadi, in Germania hanno investito sui giovani, e noi? Tavecchio parla e parla. Parla di evoluzione: qui ci vuole la rivoluzione. In generale nel calcio italiano mancano le star: una volta c'era Maradona, chi c'è adesso? Chi vai a vedere allo stadio? Che è pure brutto e allora piuttosto stai a casa. Meno male che sono arrivati i cinesi, però i cinesi dell'Inter: quelli di Suning sono gente seria, vogliono investire tanto. E De Boer è un tecnico in gamba, preparato, duro: farà bene. Sui cinesi del Milan invece sono scettico. Mi chiedo: se è tutto fatto, perché non hanno ancora messo i soldi? Magari mi sbaglio, per carità, però serve gente seria nel calcio italiano, perché da noi nessuno si mette mai d'accordo per cambiare le cose. E ribadisco: ci vorrebbe una rivoluzione. Non solo nel calcio".

TAG:

Contenuti sponsorizzati

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti