Immagini scomparse da Facebook, ecco perché

Il colosso dei social si è dovuto adeguare alla normativa europea: ma c'è anche un messaggio tra le righe per gli editori?

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Qualcuno si sarà già reso conto che negli ultimi giorni sono scomparse molte immagini da Facebook: non c’entrano niente le novità del mondo Meta, semplicemente anche il colosso dei social si è dovuto adeguare alle normative europee sul diritto d’autore (Come difendere la privacy su Facebook)

Per questo motivo dal 13 dicembre scorso, con effetto anche retroattivo,  chi prova a condividere un link d un sito di informazione potrebbe non vedere più l’anteprima con la foto e il sommario, ma solo il riquadro con il nome della testata e il titolo dell’articolo.

Una vera rivoluzione su Facebook, usato molto spesso proprio per condividere news: sono le conseguenze dell’adeguamento alla direttiva europea sul diritto d’autore 790/2019. La novità riguarda però solo le pagine degli utenti e quindi i loro profili personali, mentre le pagine ufficiali su Facebook delle testate giornalistiche, essendo titolari dei diritti del link che stanno condividendo, non avranno modifiche rispetto al passato.

Il punto fondamentale della normativa è che gli editori devono ricevere un compenso per i contenuti condivisi sui social e su Google: incaricato di questa valutazione è il garante per le Telecomunicazioni, che dovrà tenere conto di diversi criteri. Sicuramente fra questi ci saranno le visualizzazioni dell’articolo stesso, ma anche gli anni di attività e il numero di giornalisti della testata. Va da sè che non sarà affatto semplice: sarà d’obbligo un tavolo concertato fra editoria e colossi tech, che dovranno arrivare almeno ad una bozza di contratto partendo dalle indicazioni del garante.

Fino a quel momento, saranno gli editori gli unici titolari dei diritti sui loro articoli, mentre chi vuole condividerli dovrà accontentarsi della versione “ridotta”. Per qualcuno questa manovra di Facebook, oltre ad essere un necessario adeguamento alla legge, è anche un messaggio chiaro di Meta agli editori, a cui non desidera corrispondere nessun compenso: anche perchè per ora il rischio che corre chi produce contenuti è di vedere drasticamente ridotto il traffico dai social verso i propri siti.

 

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