In Giappone c’è stato il terremoto più profondo di sempre

Nel 2015, al largo delle coste giapponesi, è stato registrato un sisma a ben 751 km di profondità.

11 Novembre 2021
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È stato registrato in Giappone, nel 2015, il terremoto più profondo che gli scienziati abbiano mai studiato. Secondo i rilevamenti, infatti, l’epicentro è stato a ben 751 chilometri di profondità sotto la superficie terrestre. Localizzato nei pressi delle isole Bonin, il sisma che ha scosso quella regione ha toccato magnitudo 7.9. Quella che è stata avvertita solo come una piccola scossa di assestamento ha, però, stupito la comunità accademica per via proprio della profondità a cui è avvenuta.

Lo studio che ne è nato, riportato sulla rivista ‘Geophysical Research Letters’, è stato condotto da un team di ricercatori dell’Università dell’Arizona. I sismologi, guidati da Eric Kiser, hanno potuto contare su strumenti estremamente sofisticati senza i quali sarebbe stato impossibile intercettare il terremoto. Ma che cosa rende, allora, così insolito il sisma giapponese del 2015?

Considerata l’estrema profondità, la roccia del mantello inferiore tende a deformarsi piuttosto che a spaccarsi rilasciando energia. Da qui, dunque, l’approfondimento di Kiser e del suo gruppo per capire meglio come sia potuto accadere un evento del genere. Solitamente, infatti, i terremoti si registrano più in superficie, all’interno della crosta o nel mantello superiore fino a circa cento chilometri.

In quella zona le rocce sono fredde e più fragili: se sottoposte a stress, è più facile che perdano la loro compattezza rompendosi. A mano a mano che si scende verso il nucleo, invece, la temperatura aumenta ed è più probabile che gli strati si deformino invece di spaccarsi. Ciò non esclude, però, eventi come quello al largo delle coste del Giappone continentale. E mentre la certezza su quanto il terremoto si stato profondo attende la verifica definitiva, gli studi sui geomateriali sembrano confermare che le stratificazioni terresti non sono nette.

Per questo motivo, anche a grandissime profondità può succedere le alte pressioni determinino spaccature come avvengono nei punti più superficiali. In attesa di avere un quadro più preciso, il dibattito, per ora, resta aperto.

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