In Giappone ci sono alberi sopravvissuti alla bomba atomica

Le città di Hiroshima e Nagasaki ospitano ancora oggi alcuni alberi che sono riusciti a sopravvivere alla devastazione atomica del 1945.

15 Agosto 2021
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La vita dopo la morte, soprattutto quando si tratta di tragedie immani, ha sempre il sapore del miracolo. È proprio un misto di stupore ed emozione che si prova davanti agli  hibaku jumoku, espressione giapponese che indica gli alberi sopravvissuti alle due bombe atomiche lanciate durante la Seconda Guerra Mondiale.

Era il 6 agosto del 1945 quando le città di Hiroshima e Nagasaki furono rase al suolo dagli ordigni sganciati dagli Stati Uniti. Le immagini di quei frangenti e soprattutto il dolore che hanno portato con sé sono entrate nei libri di storia e ancora oggi restano a monito per l’intera umanità. Allora, dopo la tragedia, lo scienziato Harold  Jacobsen affermò che nelle aree colpite la vita non sarebbe comparsa almeno per i settantacinque anni successivi.

Eppure, a smentire lo studioso, ci ha pensato la natura, risorgendo dalle ceneri belliche sia a Hiroshima sia a Nagasaki. Nella primavera del 1946, a una manciata di mesi dalle esplosioni mortali, nuovi germogli spuntarono dai tronchi di alberi a poca distanza degli epicentri. Quelle piante erano riuscite a sopravvivere grazie allo spessore del loro tronco e alla resistenza delle radici più profonde.

Un atto miracoloso a tutti gli effetti che ha trasformato gli hibaku jumoku e i loro semi in simboli di rinascita. Secondo si legge su focus.it, pare addirittura che alcuni alberi avessero resistito alla deflagrazione anche a cinquecento metri dall’impatto. Secondo le conoscenze del tempo, il fatto era quasi inspiegabile ma gli studi hanno poi spiegato che la conformazione di quelle piante (le parti interrate, la loro esposizione, la struttura resistente ai parassiti) ha permesso loro di rinnovarsi.

Oggi, gli alberi sopravvissuti alle bombe atomiche sono registrati in maniera ufficiale e identificati da una targa. Ce ne sono di varie specie vegetali (solo a Hiroshima se ne contano poco meno di duecento) e, tra questi, il più vicino all’esplosione è un salice piangente. I semi degli hibaku jumoku vengono distribuiti in tutta la nazione e anche all’estero per il loro forte valore simbolico.

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