In Piemonte avvistato lo zigolo giallo, in via d'estinzione

Recentemente era sempre più raro avvistarlo, ma per fortuna nella zona di una Polveriera lo zigolo giallo è tornato a volare nei cieli.

22 Aprile 2020
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Fonte: 123RF

Si chiama zigolo giallo e gli appassionati di bird watching così come gli esperti di ornitologia sanno bene quanto sia raro avvistare il passeriforme. Il volatile, infatti, è attualmente in via d’estinzione a causa di un’agricoltura intensiva che ha – a mano a mano – cancellato e ridotto i boschi e gli arbusti in cui lo zigolo amava rintanarsi.

Tanto che, fino a venti anni fa, proprio nel nostro paese, era molto diffuso e non era raro vederlo sorvolare campi incolti e foreste di alberi. La buona nuova arriva però proprio nell’epoca della quarantena e del lockdown. Tra i comuni di Occimiano e Giarole – entrambi in Piemonte, in Provincia di Alessandria – qualcuno ha visto nel cielo macchie gialle, per poi scoprire appunto che si trattava proprio di esemplari di zigoli.

L’avvistamento è avvenuto in un’area del Casalese, tutta recintata e ai confini di una zona nota come la ‘Polveriera’. Un tempo, la Polveriera era proprietà del Demanio ed era utilizzata dall’esercito per conservarvi esplosivi. Nel 2014 fu poi donata al Comune di Occimiano e ora è stata Laura Gola – responsabile della fauna selvatica del Parco del Po alessandrino-vercellese – ad avvistare la specie sempre più rara. In quella zona “nidificano diverse specie migratorie e recentemente sono state avvistati cicogne, aironi cinerini, gufi comuni. – precisa la stessa Laura a La Stampa – È una grande area di riproduzione perché particolarmente tranquilla e circondata da prati dove lo zigolo trova facilmente germogli, sementi, granaglie e insetti, che utilizza per nutrire la prole”.

“L’area – aggiunge poi il sindaco Valeria Olivieri – è stata affittata da un’azienda di Udine che ha alcuni depositi di mine e che sta attendendo i permessi dal ministero. Si è impegnata a rinverdire il bosco già presente nell’area e a occuparsi della sua salvaguardia”. Un’impresa non semplice che ha però premiato, alla fine, lo spirito di Madre Natura.

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