In Toscana 'appare' per la prima volta lo sciacallo dorato

Avvistato in Toscana il primo esemplare di Sciacallo Dorato degli Appennini: ecco il motivo dei suoi spostamenti

10 Dicembre 2021
Se condividi l'articolo su Facebook guadagni crediti vip su Libero Cashback Risparmia con lo shopping online: a ogni acquisto ti ridiamo parte di quanto spendi. E se accumuli crediti VIP ottieni rimborsi piĆ¹ alti!
Fonte: Getty Images

Lo sciacallo dorato, un canide lupino estremamente raro in Italia, è presente anche in Toscana. Una fototrappola lo ha ripreso a Cava Volpaie, un’oasi della biodiversità del comune di Montemurlo, in provincia di Prato. A rivelarlo, sono stati gli operatori di Fondazione Parsec e Natural Oasis. Si tratta di un animale che non è parte dell’ecosistema appenninico e, benché simile a un lupo grigio italiano, rispetto a quest’ultimo presenta una taglia ridotta, una corporatura più snella e un muso più allungato.

In Italia, era già stato avvistato in Friuli Venezia Giulia e in Trentino-Alto Adige, ma si tratta della prima volta che lo si vede tanto a Sud, sebbene in passato fossero stati segnalati alcuni avvistamenti sospetti anche in Emilia Romagna. Uno spostamento, questo, che sta avvenendo probabilmente a causa dei cambiamenti climatici e dell’urbanizzazione. Il suo areale è infatti composto da Europa sud-orientale e centrale, Asia Minore, Medio Oriente e Asia sud-orientale.

Essendo un animale sociale, è possibile che l’esemplare ripreso dalla fototrappola toscana possa essere parte di un gruppo più ampio e non l’unico individuo presente negli Appennini. È dunque da valutare anche quello che può essere il suo impatto sull’ecosistema locale. Lo sciacallo dorato, infatti, si nutre generalmente di piccoli animali come lepri, nutrie, roditori, fagiani, anatre e passeracei. Non è però raro che si nutra anche di frutta, soprattutto nei periodi di maggiore magra. Per questo motivo, in molti temono danni alle attività di allevamento locali, soprattutto di agnelli, tacchini e capre, nonché a piantagioni e frutteti.

È stato un vero colpo di fortuna riuscire a filmare un esemplare così raro e schivo – ha in ogni caso commentato Marco Morelli, il direttore della Fondazione Parsec, che insieme a Natural Oasis, conduce il piano di monitoraggio del basso Appennino pratese – si tratta un magnifico esempio di variazione della fauna, un fenomeno straordinario e irripetibile a cui abbiamo la fortuna di assistere”.

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti