Incastrato dai social: bufera su un calciatore inglese

Guai in vista per un giocatore militante in Premier League: è indagato.

Fonte: Getty Images

L'omofobia è un antico difetto del mondo del calcio, spesso e volentieri terreno fertile di discriminazioni gratuite verso gli omosessuali.

Nonostante le campagne di sensibilizzazione che perentoriamente esortano ad accantonare le manifestazioni razziste, che male si sposano con uno sport di aggregazione, la cieca diffidenza verso i gay resta una sgradevole costante.

Come se il gioco del calcio fosse l'occasione di esibire a ogni costo una virilità presunta.

L'ultimo episodio di omofobia si rintraccia in Premier League, dove l'attaccante del Burnley, Andre Gray, è indagato dalla Football Association a causa di alcuni commenti omofobi trovati sui social network.

I post incriminati risalgono a quattro anni fa, quando il giocatore giocava tra i dilettanti nell'Hinckley United.

Il centravanti inglese, che ha rimosso alcuni commenti, è stato incastrato e adesso rischia una pesante punizione.

Gray ha provato a giustificarsi così: "Da allora sono una persona completamente diversa e non credo minimamente a quanto scrissi. Voglio sinceramente scusarmi con chiunque si sia sentito offeso", le sue parole.

Non è ovviamente la prima volta che nel mondo del pallone si registrano episodi di manifesta omofobia, intenzionale e non.

Tutti ricorderanno lo scontro tra Maurizio Sarri e Roberto Mancini a margine di un match tra Napoli e Inter in Coppa Italia. Il tecnico dei partenopei aveva aggredito verbalmente lo jesino, dandogli del "frocio".

Non è così lontana, restando in tema, la gaffe di Antonio Cassano nel 2012: "Froci in azzurro? Spero di no, e comunque sono problemi loro", aveva risposto il barese a chi gli chiedeva se ci fossero degli omosessuali in Nazionale.

Un altro calciatore inciampa sul tema, sempre attuale quando si parla di sport: che serva definitivamente da lezione?

 

 

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