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"Insegnare a Cracco come si fa la pizza": il pubblico non perdona

Non si placa la polemica attorno alla pizza di Carlo Cracco: 16 euro e ingredienti rivisitati, la creazione dello chef scatena l'ironia social.

La polemica non è destinata a placarsi: da quando sulla rete sono apparsi gli ingredienti, e le foto, della pizza Margherita secondo Carlo Cracco, gli utenti del web si sono letteralmente scatenati. Tra grida d’indignazione, tra battaglie a colpi di pomodoro e mozzarella, tra le critiche al prezzo e quelle al suo aspetto, la pizza dello Chef non si può certo dire che abbia conquistato gli italiani. Anzi, li ha proprio fatti arrabbiare. A cominciare dai napoletani.

Perché la Margherita, quella vera, non ha un impasto a base di cereali e farina (il motivo per cui appare più scura), ma solo di farina; la salsa di pomodoro deve essere rossa, piena, mentre quella dello stellato chef somiglia al ragù. Sulla vera Margherita non ci sono i pomodorini confit, la mozzarella non è di bufala, ma fior di latte, e non va posata in spesse fette poi lasciate quasi crude. Non ci va l’origano, ma il basilico. E il basilico deve essere in foglie, non in semi. Quei 16 euro, poi… Il web è (quasi) unanime: decisamente, quella pizza ha poco della pizza. O, meglio, può porsi solo come una curiosa – e discutibile – alternativa gourmet.

Tra le tante voci arrabbiate, tra le accorate difese di puristi e tradizionalisti, come in ogni polemica 2.0 degna di questo nome, ecco fare capolino l’ironia. “Insegnare a Carlo Cracco come si fanno le pizze“, è il titolo di un evento (ovviamente solo immaginario), creato su Facebook. Luogo, via Victor Hugo a Milano (laddove Carlo Cracco aveva il suo ristorante prima di trasferirsi in Galleria); data, 20 aprile 2019. Ad oggi, i “partecipanti” si assestano a 1266, gli interessati a 9447. Perché tutto si può toccare agli italiani ma la pizza, quella no. A nessuno lo permettiamo, neppure a uno chef con le sue stelle Michelin.

E che dire poi di chi, con orgoglio, ha postato sui social le immagini della sua pizza? Quella fatta in casa, nel forno. Oppure quella di un ristorante che la pizza Margherita la serve per davvero. Rispettandola. Matteo Salvini ha condiviso la sua creazione, un utente ha scritto “Chiamala cosa tonda con della roba sopra, chiamala ammaccata con pomodoro e latticini, ma non chiamarla pizza”. C’è chi la paragona a una tortura, chi chiede un minuto di silenzio. Chi ipotizza che i prezzi del menù siano in Lire. Insomma, la pizza è una questione seria. Serissima.

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