Istanbul, il terribile racconto del calciatore sopravvissuto

"Ecco come sono riuscito a salvarmi"

Fonte: Screenshot tratto da Twitter

"Ci stavamo sedendo al nostro tavolo e all’improvviso, vicino all’ingresso, si è alzata una nuvola di polvere e di fumo. Poi abbiamo sentito distintamente gli spari". E' la testimonianza da incubo di Sefa Boydas, calciatore ventunenne del Beylerbeyi SK, squadra di Istanbul, sopravvissuto alla strage di Capodanno firmata Isis e avvenuta al night club Reina, sulle rive del Bosforo.

"Dicono che sono morte 35-40 persone ma devono per forza essere molte di più. La gente ha iniziato a scappare da tutte le parti, calpestando chi cadeva a terra. Molti devono aver perso la vita così", ha raccontato il centrocampista ai media locali.

L'istinto lo ha spinto a scappare il più lontano possibile, mentre intorno a lui le persone cadevano: "La mia fidanzata aveva i tacchi alti così l’ho sollevata di peso e me la sono caricata sulle spalle. Alcuni saltati nelle acque del Bosforo per mettersi al sicuro".

Boydas, che sul suo profilo Facebook ha scelto una foto con l’allenatore Roberto Mancini, non riesce ancora a capire come ha fatto a salvarsi :"Sono sconvolto, le grida della folla erano cento volte più forti di qualsiasi urlo dei terroristi. Non ho visto chi sparava, sentivo gli spari e vedevo la gente in fuga. Ma la polizia si è mossa in fretta".

Solo pochi giorni fa, il 10 dicembre, due bombe rivendicate da terroristi curdi sono esplose davanti allo stadio del Besiktas, altro club cittadino, uccidendo 44 persone.

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