Italicum, Alfano dice che la data del voto è nelle mani di Mattarella

Il ministro degli Esteri: "Niente fretta né meline"

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Roma, 26 gen. (askanews) – “Io non entro nel gioco delle date.
Stanno nascendo in queste ore due partiti. Quello della melina rappresentato da chi usa la legge elettorale come pretesto per andare avanti. E quello della fretta rappresentato da chi dice: pur di andare al voto andiamoci anche con due sistemi differenti.
Io guido il partito del buon senso”. Lo afferma in una intervista al Messaggero il ministro degli Esteri Angelino Alfano che, dopo la sentenza della Consulta, chiede modifiche all’Italicum per rendere “omogenei” il sistema di voto per Camera e Senato.

“Il nostro motto è: un articolo, due commi, sei righe” in modo che “l’Italicum modificato dalla Consulta si applichi anche al Senato con due sole aggiunte – spiega -. Si introduca un premio di governabilità per la coalizione prima classificata, anche se essa non raggiunge il 40%. E si introduca, su indicazione della Consulta, un meccanismo di opzione per chi è eletto in più collegi al fine di evitare il sorteggio”. La data del voto, aggiunge, “è nelle mani del Presidente della Repubblica” e la durata del governo Gentiloni, conclude, “molto dipende dal Pd. Il Parlamento è fatto di 945 parlamentari, 400 sono del Pd”.

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