Jack White scala la classifica con gli LP: il vinile non è morto

Con la sua etichetta Third Man Records, Jack White è riuscito a scalare la classifica con l’ultimo album. Il tutto grazie ai tradizionali LP.

Non tutti sanno forse che Jack White dopo la chiusura della parentesi White Stripes ha legato la carriera alla propria etichetta: la Third Man Records.

L’etichetta non si occupa soltanto di produrre, ma anche di stampare LP, tramite macchinari che non venivano realizzati da oltre 30 anni. Le copie fisiche dei dischi sono infatti una delle grandi passioni del cantante blues-rock.

Tranne etichette e buste dei dischi, la Third Man Records produce tutto in casa: White ci tiene talmente tanto a produrre dischi in vinile, che ha creato diverse edizioni limitate dei dischi prodotti, promuovendole con iniziative particolarmente innovative.

Una volta ha lanciato un giradischi nello spazio con un singolo del celebre divulgatore scientifico Carl Sagan, un’altra volta ha acquistato il primo singolo di Elvis Presley per 300.000 dollari ristampandolo per il Record Store Day. Jack ha anche stampato un LP che proietta un ologramma.

Le energie di White convergono tutte in un solo grande obiettivo: rendere la Third Man Records un’etichetta fondamentale nel panorama musicale internazionale. Non solo sembra riuscirci, ma anche bene: il suo nuovo album Boarding House Reach infatti è arrivato al primo posto della classifica Billboard negli Stati Uniti e ce l’ha fatta anche grazie alle copie fisiche vendute. Peccato che l’album non abbia ricevuto buone critiche.

White ha infatti venduto oltre 100.000 copie dell’album di cui ben 27.000 sono copie fisiche in vinile; un numero che, confrontato ai scarsi 4,2 milioni di stream dei suoi pezzi, si definisce di tutto rispetto.
Basti pensare che l’ultimo album di XXXTentacion è stato ascoltato in streaming 159 milioni di volte, ma ha venduto solo 20.000 copie fisiche.

I vinili e le copie fisiche dei dischi sembrano aver ancora qualcosa da dire, tanto da aiutare White ad affermarsi usando metodi tradizionali.

Ma il successo non è solo americano: l’ex cantante dei White Stripes in Italia è infatti riuscito a comparire nella classifica FIMI dei vinili all’ottavo posto. Jack White entra così a far compagnia ai grandi dischi come Emozioni di Battisti, The Dark Side of the Moon, The Wall e Wish You Were Here dei Pink Floyd.

Forse il vinile non ha terminato la sua carriera; forse, come diversi esperti del settore dicono da tempo, e come già successo ad altre tecnologie datate (come la radio) ha solo cambiato forma, da prodotto main stream a prodotto di nicchia, e continua la sua lunga storia con altre note.

Lunga vita al vinile!

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