John Lennon: all'asta l'album che firmò per il suo killer

L'album che John Lennon firmò per Mark David Chapman prima di morire è finito all'asta per più di un milione di dollari

Fonte: Twitter

In questi giorni è finito all’asta l’album di John Lennon che l’ex Beatle firmò al suo killer, Mark David Chapman, poche ore prima di morire.

Il disco è divenuto celebre per via di alcune foto che ritraevano Chapman intento a farsi autografare l’album davanti alla residenza di Lennon a New York. L’album, intitolato “Double Fantasy”, segnava il ritorno del cantante sulle scene musicali dopo l’addio a Beatles e un periodo dedicato alla famiglia e al secondo figlio Sean.

Sulla copertina un’immagine di Lennon che bacia Yoko Ono, la sua firma, ma soprattutto le impronte di Mark David Chapman, l’uomo che l’8 dicembre 1980 uccise il cantante a colpi di pistola.

Il cimelio verrà venduto all’asta dalla californiana Moments in Time (momentsintime.com), specializzata nella vendita di manoscritti autentici e documenti storici, autografi di grandi star del passato, fotografie firmate e oggetti che appartenevano a personaggi famosi.

Come ricorda Moments in Time sul suo sito, presentando il pezzo, Lennon firmò l’album all’ingresso del Dakota, il palazzo dell’Upper West Side a Manhattan dove viveva con Yoko Ono. Poche ore dopo quell’incontro Chapman sarebbe tornato lì con una pistola, freddando il cantante e spezzando per sempre la sua vita.

La copia di “Double Fantasy” venne ritrovata tempo dopo la tragedia in un vaso di fiori vicino al cancello del Dakota da un giardiniere. L’uomo ha tenuto il cimelio con se per 19 anni e nel 1999 ha deciso di venderlo tramite Moments in Time ad un acquirente privato.

Oggi il collezionista ha scelto a sua volta di rivendere l’album tramite la celebre casa d’aste ed ora chiunque potrà acquistarlo alla modica cifra di 1,35 milioni di dollari, ossia circa 1,27 milioni di euro. I motivi che hanno spinto Mark Chapman a premere il grilletto quella fredda mattina di dicembre sono ancora oggi sconosciuti. “Sentivo che uccidendo John Lennon sarei diventato qualcuno – ha raccontato più di una volta Chapman parlando dell’omicidio -. Invece sono diventato un assassino e gli assassini non sono nessuno. Ho preso la decisione terribile di porre fine alla vita di un altro essere umano per motivi di puro egoismo”.

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