Julian Assange (Wikileaks) dice che si consegnerà agli Usa

Conferenza stampa dall'ambasciata dell'Ecuador a Londra

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New York, 19 gen. (askanews) – Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, ha detto di essere pronto a mantenere la promessa di consegnarsi agli Stati Uniti, purché siano rispettati i suoi diritti, dopo la decisione del presidente Barack Obama di ridurre la pena a Chelsea Manning, che uscirà dal carcere a maggio. Lo ha reso noto lo stesso Assange in conferenza stampa, dopo voci contrastanti emerse ieri.

Assange si nasconde nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra dal giugno 2012, per evitare di essere consegnato alla Svezia, dove è accusato di violenza sessuale; la Svezia, secondo Assange, lo consegnerebbe poi agli Stati Uniti, dove potrebbe essere incriminato per spionaggio. Al momento, comunque, l’unica richiesta di estradizione è quella presentata dalla Svezia.

Assange, pochi giorni fa, si era offerto in cambio della liberazione di Chelsea Manning, l’ex analista dell’esercito statunitense condannata a 35 anni di carcere per aver consegnato proprio ad Assange, che poi li pubblicò su WikiLeaks, decine di migliaia di documenti riservati, tra cui quelli che dimostravano le “morti collaterali” di civili in un attacco statunitense a Baghdad, in Iraq. La Casa Bianca ha detto che l’offerta di Assange non ha avuto alcun peso nella decisione del 44esimo presidente.

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