Kalanchoe, non tenerla ai raggi diretti del sole

Tutto quello che c'è da sapere sulla colorata pianta succulenta

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Con il termine Kalanchoe si intende un genere di circa 155 specie di piante succulente della famiglia delle Crassulaceae. Il nome deriva dalla latinizzazione del Cantonese “gaa laam coi,” ovvero “pianta del tempio”, come registrato da Georg Joseph Kamel, missionario gesuita nelle Filippine intorno al 1700.

Sono piante originarie dell’America Centrale, dell’Arabia Saudita, dell’Australia e dell’Africa centro-meridionale. Si tratta nello specifico di piante succulente, ossia quelle piante che hanno particolari tessuti in grado di trattenere l’acqua e quindi di tollerare anche periodi di siccità (sapevi che avere piante grasse in casa fa bene alla salute?)

La caratteristica della Kalanchoe sono i fiori di diversi colori, che variano dalle tonalità del rosso all’arancio, così come dal giallo al rosa. Steli e foglie, invece, sono piuttosto carnosi e di un colore verde brillante.

Questo tipo di pianta ha bisogno di luce per crescere e fiorire, e nonostante tolleri anche periodi con poca acqua, nei mesi caldi è meglio non esporla alla luce diretta del sole. È preferibile invece scegliere una zona di ombra raggiunta indirettamente dalla luce.

Qualche dubbio potrebbe sorgere anche su quanto spesso si debba innaffiare: in estate la Kalanchoe deve essere innaffiata ogni 2 o 3 giorni, o comunque tutte le volte che il terreno rimane asciutto. In inverno, invece, questa pianta non ha bisogno di molta acqua e quindi la si può innaffiare una volta a settimana oppure ogni 15 giorni.

Ma quando fiorisce la Kalanchoe? Dipende dalla specie, tuttavia stiamo parlando di una pianta brevidiurna, il che vuol dire che fiorisce quando le giornate si accorciano e che, per produrre fiori, questa pianta necessita di 14 ore di buio al giorno.

Una buona notizia, infine, per chi non ama molto le pratiche di potatura. La kalanchoe non ne ha bisogno. Tutto quello che serve fare è semplicemente eliminare le foglie che si seccano. Questo è utile per non favorire la comparsa di malattie parassitarie.

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