Kea, il pappagallo alpino unico al mondo

Un pappagallo speciale che però è a rischio estinzione

3 Giugno 2021
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Il kea (Nestor notabilis) è considerato l’unico pappagallo alpino al mondo. Si trova nelle regioni alpine di South Island, in Nuova Zelanda, è lungo circa 50 centimetri, ha un colore verde oliva con piume di un arancione brillanti sotto le ali, e un becco sottile e di colore grigio.

È stato descritto per la prima volta dall’ornitologo John Gould, nel 1856. L’aggettivo “Notabilis” nel suo nome scientifico indica il fatto che è davvero “degno di nota”. Il nome comune del kea deriva da una parola Maori, forse una rappresentazione onomatopeica del richiamo che questo pappagallo emette quando vola. Pur essendo onnivoro il kea si nutre principalmente di radici, foglie, nettare e bacche.

Un tempo si pensava che attaccasse il bestiame, anche se ciò avviene molto di rado. Per questo motivo, veniva cacciato e la popolazione di questo pappagallo è a rischio: dal 1986, però, riceve la piena protezione del New Zealand Wildlife Act.

Tra gli agricoltori infatti il kea ha acquisito notorietà per aver attaccato e occasionalmente ucciso pecore. Gli attacchi hanno così irritato i primi allevatori di pecore della Nuova Zelanda che il governo ha imposto una “taglia” su questi uccelli, una politica che è continuata per circa 100 anni, fino al 1970. Secondo il Dipartimento della Conservazione della Nuova Zelanda, i kea oggi sono in pericolo a livello nazionale, con solo circa 3000-7000 uccelli rimasti nel paese.

Questo animale è conosciuto per la grande intelligenza e curiosità. Può risolvere indovinelli e utilizzare strumenti. Come detto però è a rischio di estinzione e potrebbe essersi diretto verso le montagne per evitare le persone. I ricercatori affermano che la sua adattabilità potrebbe aiutarlo a sopravvivere alla crisi climatica.

Gli studiosi, come riporta TheGuardian, hanno ipotizzato che l’adattamento del kea agli ambienti alpini potrebbe essere stato facilitato dalla sua personalità. Il cambiamento nell’habitat, hanno scritto, “potrebbe aver facilitato – o essere stato facilitato da – l’evoluzione del repertorio comportamentale unico del kea, che include un’elevata curiosità, capacità di apprendimento e di risoluzione dei problemi”.

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