La biblioteca umana, al posto dei libri si sfogliano le persone

La Human Library di Copenaghen favorisce la comprensione, prima arma contro l'intolleranza

10 Settembre 2021
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Un libro non si giudica dalla copertina. Un detto che vale non solo per le opere letterarie, ma anche per le persone. L’abito non fa il monaco, no?, giusto per restare in tema. Ebbene in Danimarca c’è un posto che traduce queste parole in fatti. È la Human Library di Copenaghen, una biblioteca vivente, un luogo in cui le persone si trasformano in libri.

Creata da Ronni Abergel assieme a un gruppo di giovani attivisti, come riporta Greenme.it, sembra una comune biblioteca con bibliotecari e cataloghi. Per leggere i libri però non bisogna sfogliare le pagine, ma iniziare una conversazione di circa 30 minuti con una persona in carne e ossa.

Ogni lettore sceglie un libro vivente in base ai titoli che sintetizzano la sua storia: “il ragazzo gay”, “il senzatetto”, “la donna islamica”, solo per fare qualche esempio.

La Human Library è nata nel 2000 e l’idea è stata esportata in circa 70 Paesi sparsi in tutto il mondo perché viene considerata utile ad abbattere la diffidenza, favorire il dialogo e la socializzazione.

Sul sito è possibile leggere alcune storie dei libri viventi: “Io vivo per le strade. Io vivo giorno per giorno e non ho alcun tetto sopra la mia testa. Nessun bagno da visitare, nessuna cucina per fare un caffè. Possiedo molto poco, io sono senza casa”, scrive il senzatetto.

“Alcune persone pensano che sia pericoloso avvicinarsi a me e toccarmi. Questo è il motivo per cui l’ho tenuto segreto per molti anni. Quando le persone hanno paura di avvicinarsi a me, mi fa più male della malattia”, dice la ragazza malata di Hiv.

I libri viventi sono tutte persone che sanno bene di essere legate a stereotipi e pregiudizi, ma sono anche uomini e donne che vogliono scardinarli raccontando la propria esperienza di vita. La Human Library dal 2003 è stata riconosciuta dal Consiglio d’Europa come buona prassi perché favorisce la comprensione, prima arma contro l’intolleranza.

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