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La foto di Mercurio che sicuramente entrerà nella storia

Si tratta della prima foto di Mercurio scattata da BepiColombo

6 Ottobre 2021
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Fonte: 123rf

Finalmente possiamo ammirare la prima foto di Mercurio scattata da BepiColombo, la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea spedita in missione in collaborazione con la sonda giapponese Jaxa. La distanza, come riporta Esquire.com, è di 2.428 chilometri, ed è stata scattata pochi minuti dopo il primo “flyby”, ovvero un sorvolo molto vicino al pianeta: si era spinta a soli 199 chilometri dalla superficie.

BepiColombo è partita il 20 ottobre 2018 dalla base spaziale europea di Kourou, in Guyana Francese, ha già effettuato due avvicinamenti a Venere ed effettuerà altri cinque sorvoli di Mercurio. Due missioni in passato erano state utili per sapere di più su questo pianeta: la Mariner 10 negli anni Settanta e la Messenger della Nasa trent’anni dopo.

Tornando all’immagine della BepiColombo è stata scattata con due delle tre telecamere al bordo sul lato notturno in risoluzione 1024 x 1024 pixel. Questa foto mostra una regione dell’emisfero settentrionale di Mercurio chiamata Sihtu Planitia, una struttura geologica di 565 chilometri di diametro che circonda il cratere Calvino, generato dall’impatto di un corpo celeste.

Entro il 2025 BepiColombo effettuerà sei transiti in totale, fino a stabilizzarsi nella giusta orbita per continuare la sua vita utile fino a quando le strumentazioni reggeranno. La missione principale, a dirla tutta, è costituita proprio dalla fase che inizierà fra quattro anni.

4 dei 16 strumenti ed esperimenti a bordo sono italiani, e sono stati sviluppati dall’Agenzia spaziale italiana in collaborazione con l’Istituto nazionale di astrofisica e l’università La Sapienza di Roma.

La missione, spiega la fonte, si compone di due orbiter: l’europea Mercury Planetary Orbiter e la giapponese Mercury Magnetospheric Orbiter, che viaggiano a bordo di un modulo trasportatore che è stato chiamato Mercury Transfer Module. I due orbiter ruoteranno in orbite complementari intorno al pianeta, approfondendo ambiti come il nucleo, il campo magnetico e gravitazionale, l’esosfera e la composizione superficiale di Mercurio, pianeta di cui sappiamo ancora poco rispetto a quel che vorremmo.

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