La lezione di vita dei giovani talenti del Barcellona

Gli eredi under 12 di Iniesta e Messi lanciano un messaggio di sportività e umiltà a tutto il mondo del calcio

SI fa presto a dire che da bambini il calcio deve essere solo un divertimento, un modo per crescere giocando e socializzando, senza pensare ai risultati e tantomeno alla possibilità di diventare professionisti.

Non c’è bisogno di essere maghi della psicologia per capire che proprio la tenera età spinge a dare a tutte le attrività intraprese, il gioco in particolare, un’importanza superiore a quella reale. Chi non si è disperato per essere stato scoperto a nascondino o per un puzzle non riuscito?

Il calcio non si sottrae alla regola, tutt’altro, ancor di più in un’era in cui lo sport competitivo bombarda le menti dei bambini fin da piccolissimi.

Per fortuna però accade, solo nel mondo giovanile, che chi vinca non umili gli avversari, ma anzi li consoli, provando a convincere i “colleghi” che perdere, anche sonoramente, fa parte del gioco.

Il caso in questione riguarda il Barcellona Under 12, dopo una vittoria sulla squadra giapponese dell’Omiya Ardija Junior durante il Soccer World Challenge, uno dei tornei junior più importanti del mondo.

Per la serie buona maglia non mente, i piccoli blaugrana si sono imposti facilmente, ma al termine della gara hanno dovuto assistere al pianto inconsolabile dei giapponesi usciti battuti. Immediata è scattata la solidarietà così il campo si è trasformato in un parco di solidarietà, con abbracci a ripetizione tra vincitori, a propria volta commossi, e vinti.

Peraltro non è la prima volta che i bimbi catalani si cimentano in questa “specialità”: era già successo a marzo, quando il Barcellona Under 12 aveva vinto la Mediterranean Internacional Cup. Gli avversari? Nientemeno che il Real Madrid, e quelle inediti immagini di blaugrana e blancos abbracciati fecero il giro del mondo.

Magari tra 10 anni qualcuno di questi 'eroi' sarà diventato un fuoriclasse, ma intanto il messaggio è spontaneo: le qualità tecniche non si insegnano, quelle umane sì.

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