La lingua più parlata al mondo è dei batteri

Quale sarà la lingua più parlata al mondo? Sorprendentemente! Non si tratta di alcuna lingua umana, bensì del terpene. Scopri di più

Fonte: Pixabay

Vi siete mai chiesti quale sia la lingua più parlata al mondo? Il cinese, lo spagnolo o il russo? E cosa si intende per più parlata? Parlato dal maggior numero di persone oppure lingua ufficiale della più grande quantità di paesi? In ogni caso conoscere quale sia realmente la lingua più parlata al mondo sorprenderà tutti quanti.

La lingua più diffusa sul nostro pianeta, infatti, non è lo spagnolo e nemmeno il cinese. Si chiama terpene. Non ne avete mai sentito parlare? Probabilmente perché si tratta di una lingua non umana. Per rispondere correttamente alla nostra domanda iniziale, infatti, dovremmo comprendere, accanto agli esseri umani, anche insetti e piante ma, soprattutto, batteri e funghi, il cui numero supera notevolmente quello degli esemplari della nostra specie.

Non un semplice scambio di parole

Così facendo, allargando la nostra platea di riferimento, dobbiamo intendere anche il concetto di lingua in senso lato. La maniera di comunicare alla quale facciamo riferimento, infatti, si basa sullo scambio non di parole, bensì di molecole. I terpeni sono una classe, molto ampia e comprensiva, di composti organici volatili che solitamente emanano un odore forte. Vengono prodotti dagli insetti e anche da molte piante, come ad esempio le conifere, nella cui resina ritroviamo i terpeni.
Come già noto, la comunicazione tra piante e tra queste e gli insetti è consentita dai segnali costituiti da composti organici volatili. Adesso scopriamo che anche funghi e batteri possono comunicare scambiandosi aromi, chiamati appunto terpeni.

Le conversazioni tra funghi e batteri

Le scoperte appena citate sono il frutto di uno studio in materia da parte di un team di ricercatori olandesi. Questi, appunto, hanno studiato l’interazione tra un fungo patogeno vegetale, il Fusarium culmorum, e un batterio del suolo, il Serratia plymuthica. I ricercatori hanno quindi analizzato le molecole e le proteine che il batterio produceva. Allo stesso tempo, è stata analizzata la produzione genica del batterio.
Basandosi su queste analisi, il team è stato in grado di osservare come il batterio riuscisse a odorare i terpeni rilasciati dal fungo. Il batterio modificava di conseguenza il proprio comportamento e a sua volta produceva terpeni.

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