La playlist bionda e disperata di N.A.N.O.

Porta lo stesso nome del suo nuovo lavoro - "Bionda e Disperata" - la playlist che N.A.N.O. ci ha regalato. Scopriamola insieme.

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“Bionda e disperata”, proprio come il suo ultimo album. La playlist che N.A.N.O. ci ha regalato appare così: pura, cruda, come lo stato d’animo che lo accompagna. Una scelta, una precisa intenzione: il rifiuto della musica come accessorio, come sottofondo.

N.A.N.O. è il progetto solista di Emanuele Lapiana, artista trentino già membro e fondatore dei C.O.D., con cui ha pubblicato “La Velocità della Luce” e “Preparativi per la fine”, due dischi diventati dei veri e propri capisaldi della scena musicale indipendente italiana.

La playlist è composta da 10 tracce, di cui cinque bionde e cinque disperate, divise così per volere dell’autore. Si passa dal “soul funk  e beat anni 60 con un arrangiamento di fiati strepitoso” dei Pyranas, in “Qualcuno per te” di cui  lo stesso Emanuele afferma: “È un brano biondissimo, una b-side (!) del gruppo franco italiano con un rocky roberts incontenibile. Mi piacerebbe sentirlo coverizzato da mondo cane!” ai “Red Hot più caciaroni, psichedelici e sexy” di “Syr Psicho Sexy“.

Per tornare poi alla modernità di “un arrangiamento contagioso, in cui l’Africa incontra l’europa nel modo più bello” – le parole sono dello stesso N.A.N.O. – in “Makeba” di Jain e di nuovo immergersi  negli anni  ’80 con “Too Much” degli Hong Kong Syndikat, “un brano dimenticato, diverso da tutto quello che andava allora, super sexy ma con qualcosa di inquietante”. La parte “bionda” della playlist si conclude con un brano dello stesso N.A.N.O. dal titolo “MA“. L’autore lo racconta così: “Un paio d’anni fa sono rimasto totalmente fulminato dal live dell’Istituto Italiano di Cumbia di Davide Toffolo. Ho scoperto che era possibile uscire dal reggaeton in modo psichedelico e divertente. Volevo inserire in bionda e disperata un pezzo di questo tipo è così ho fatto”.

Il lado disperato della playlist non poteva che iniziare con i Radiohead e la loro “Like spinning plates” che ha accompagnato uno dei momenti più difficili della vita di N.A.N.O. Il suo consiglio è di ascoltarla nella versione live, “uno dei momenti di massima beauty & despair dei Radiohead”. Proseguiamo con “Angel” dei Massive Attack, di cui l’autore ama “l’ossessivita ed il senso di ineluttabile che permeano questa canzone. L’amore assume un contorno sinistro in un testo potentissimo” e “Faith” dei Cure, un brano “ripetitivo, minimale, con due bassi che ruotano intorno a 4 accordi per 7 minuti. Lo spleen esistenziale in musica”. A concludere la parte disperata e tutta la playlist: “Sea of Teeth” degli Sparklehorse e QUANDOLAM dello stesso N.A.N.O., che la descrive così: “È la canzone che chiude il mio disco. L’unica che non ha alcun soundscape in sottofondo. Credo che sia uno dei testi più belli che ho scritto, nella sua semplicità. Non lo ascolto mai, e lo eseguo raramente nei live perchè mi emoziona ancora troppo. L’ho scritto cercando di immaginare la colonna sonora perfetta per un addio struggente”.

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