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La playlist "urban" di Doro Gjat

Doro Gjat ha un rapporto di "amore e odio" con la metropoli: ha provato a raccontarcelo in musica con questa playlist "urban".

In occasione dell’uscita di “Orizzonti verticali”, il suo secondo album da solista che ha visto la luce lo scorso 20 aprile, Doro Gjat ci ha regalato una playlist urban, che sottolinea la sua attrazione fatale per l’ambiente metropolitano, nonostante l’artista si consideri un “figlio della roccia”. Luca Dorotea infatti – questo il suo vero nome – è nato e cresciuto a Tolmezzo, un piccolo paese del Friuli Venezia Giulia ed è proprio da lì che canta di tematiche tutt’altro che peculiari del rap, come l’identità territoriale e la provincia.

La playlist di Doro Gjat inizia sulle note di “Amo Milano” di Dargen D’Amico. “Comincio con lui – ci ha spiegato – perché per me è il punto d’incontro di quello che segue: “cantautorapper” per sua stessa ammissione, in “Amo Milano”  – ha aggiunto – canta la sua città con l’amore di un poeta che racconta casa sua. Nonostante il divario geografico, il linguaggio usato da Dargen mi teletrasporta in una Milano a misura d’uomo nella quale riesco ad identificarmi anch’io che vengo da paesaggi ben diversi”.

Troviamo poi DJ Shocca & Inoki con “Bolo By Night”. “La prima volta che ho sentito questo pezzo – ci ha raccontato Doro Gjat – è stato al 2thebeat al Link di Bologna (2004 mi pare) quando Inoki l’ha fatta live in anteprima. Ai tempi vivevo a Bolo pure io e risentirla mi evoca sensazioni familiari, con quel vago senso di nostalgia che è una delle ispirazioni principali dei miei testi”.

Il viaggio nella musica urban di Doro Gjat prosegue con “El Lay” di Snoop Dogg. “Per ragioni di parentele acquisite L.A. negli ultimi anni è diventata quasi la mia seconda casa – ha spiegato Doro Gjat -. Ci sono stato parecchie volte ed ho avuto modo di sperimentare il divario nello stile di vita tra gli Stati Uniti e la provincia italiana. Questo pezzo è la colonna sonora dei miei viaggi”.

Nella playlist non potevano mancare i Colle Der Fomento, faro del rap, con “Il cielo su Roma”, che è “un classico della golden age dell’hip-hop italiano, quella con cui sono cresciuto. Qui i Colle raccontano una realtà urbana diversa da quella milanese e forse, in qualche modo, a me più vicina”.

Continuiamo con “Roma” di Mannarino – “Cambiamo registro stilistico ma non cambiamo città. Mannarino è una delle penne del moderno cantautorato che preferisco. La sua poetica mi dà una visione della sua città diversa da quella dei Colle ma altrettanto tagliente” – “Int’o Rion” di Co’Sang – “I ghetti di Napoli cantati dai Co’Sang sono forse la cosa più lontana dalla mia quotidianità che possa trovare nella musica italiana. Per questo sono affascinanti; per me ascoltarli è fare un viaggio in una dimensione parallela nella quale i boschi che ispirano i miei testi sembrano ad anni luce di distanza”.

Per la sua playlist Doro Gjat ha scelto anche Rkomi e la sua “Milano Bachata”: “I linguaggi della musica cambiano di pari passo con i tempi ed è innegabile che la nuova generazione di trapper rappresenti questo cambiamento nel migliore dei modi”.

“Rkomi è uno dei miei preferiti – ha aggiunto -: riesce a sfoggiare una poetica invidiabile senza allontanarsi troppo dall’edonismo che caratterizza il genere musicale dal quale proviene. La protagonista è ancora Milano che viene raccontata però con un occhio diverso da quello di Dargen in “Amo Milano”; qui sono le periferie a farla da padrone e per me ascoltarla significa ripartire per lo stesso viaggio che mi fanno fare pezzi come quello dei Co’ Sang appena citato”.

La playlist si chiude con “Respiration” di Black Star: “Il testo dice: I can feel the city breathing e penso che sia un’immagine folgorante delle strade di Brooklyn da cui vengono Talib e Mos Def. Anche qui, le distanze che separano il mio background dal loro sono cosmiche”.

Infine troviamo “Domenica” di Lucio Dalla e “Chiedi alla polvere” di Marracash. “La lenta malinconia che segna una pigra domenica in città – ha svelato Doro Gjat parlando della prima canzone – quando il mondo sembra quasi fermarsi per un attimo. Inutile dire che la poetica di Lucio mi spezza in due. Meraviglia”.

Per la seconda invece ha spiegato: “Qui Marra mi porta in giro per la Barona, tenendomi per mano e spiegandomi come funzionano certe cose. Cose che nella mia realtà non ho vissuto”.

Doro Gjat playlist

Spostiamoci allora dai paesaggi boschivi del Friuli Venezia Giulia ai clacson della metropoli, insieme a Doro Gjat.

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