La rivoluzione della Treccani sui termini offensivi per le donne

La battaglia di un gruppo di attiviste ha dato i suoi frutti

17 Maggio 2021
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Fonte: 123rf

Una missiva con 100 firmatarie chiedeva alla Treccani di aggiornare la voce ‘donna’. In che modo? Eliminando tutti quei termini offensivi che venivano collegati a quella parola nel Vocabolario dei sinonimi. Ebbene, quella missiva ha vinto la propria battaglia, e il risultato è a suo modo rivoluzionario: da oggi al lemma ‘donna’ fortunatamente non rischieremo più di trovare parole esecrabili come ‘cagna, bagascia, battona o zoccola’.

A commentare questo importante accadimento è, con una nota, la deputata Rossella Muroni, capogruppo alla Camera di FacciamoECO – Federazione dei verdi: “Chi cercherà sul vocabolario online della Treccani la voce ‘donna’ da oggi non troverà più tra i sinonimi parole offensive quali ‘cagna’. No, non è la trama di un film distopico, ma la realtà italiana. Informa della notizia un articolo di Repubblica che dà un altro dettaglio importante: il cambiamento dell’Enciclopedia italiana è stato sollecitato da un dibattito tra un gruppo di attiviste e la direttrice stessa del vocabolario Treccani ospitato sulle pagine dello stesso quotidiano”.

Rossella Muroni prosegue: “Possiamo plaudire alla prima volta di una donna alla guida del Cnr o alla guida dei servizi segreti, fare sinceri auguri di buon lavoro alla Carrozza e alla Belloni, ma è evidente che è ancora lunga la strada per raggiungere la parità di genere nel nostro Paese e che questa sfida passa dall’educazione e da un cambiamento culturale. Per fare qualche passo avanti nella giusta direzione sarebbe importante, come chiede l’alleanza ‘Donne per la salvezza’, prevedere misure più ampie e incisive a favore delle donne nel Pnrr. Un altro punto del Piano da migliorare e per cui non mancherà l’impegno di FacciamoECO”.

Una bella rivoluzione, insomma, che ci ricorda ancora una volta come il cambiamento culturale nei confronti di tematiche delicate deve necessariamente passare anche attraverso la nostra lingua. In questo momento storico più che mai.

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