La scherma non tradisce mai

La prima medaglia azzurra arriva nello sport in cui l'Italia è storicamente la più forte

Fonte: Getty Images

La scherma non tradisce mai. Prima medaglia per la spedizione azzurra a Rio 2016: Rossella Fiamingo ha conquistato l’argento nella prova individuale della spada femminile. L’azzurra è stata sconfitta in finale dall’ungherese Emese Szasz, che l’ha superata per 15-13: qualche rammarico per la nostra atleta, in vantaggio anche di quattro stoccate ma rimontata nell’ultimo set.

La Fiamingo aveva conquistato la finale grazie all’incredibile rimonta ai danni della cinese Sun Yiwen in semifinale, in cui si era imposta per 12-11. La spadaccina asiatica ha poi conquistato il bronzo nella finale per il terzo posto, superando la francese Lauren Rembi.

Ancora una volta la scherma azzurra si conferma l’ancora di salvezza dell’Italia alle Olimpiadi, anche in giornate amare come queste. La scherma è l’unica disciplina nella quale gli azzurri guidano il medagliere assoluto, e chiudono ogni edizione davanti a tutti.

L’Italia infatti comanda la classifica all-time dei Giochi con ben 121 medaglie, davanti alla Francia a 115, mentre sono lontane le altre. Una vera e propria superpotenza: nelle ultime cinque edizioni gli azzurri hanno sempre vinto il medagliere, centrando sempre sette podi, con la sola eccezione di Sidney 2000.

La medaglia della Fiamingo (che nel suo palmarés conta anche due ori mondiali) allieta la prima giornata, resa amara dalle delusioni nel tiro con l’arco e nella carabina, oltre che nel ciclismo, con la sfortunata caduta di Nibali nel finale della prova in linea.

Una giornata davvero nera per lo Squalo, che dopo la beffa per il sogno olimpico svanito per una caduta deve fare i conti anche con una doppia frattura alla clavicola.

“Mi dispiace, anche per i ragazzi: oggi siamo stati davvero una bella squadra”, l’amarezza e la delusione del siciliano per l’occasione svanita.

Le parole di Fabio Aru: “Non abbiamo raccolto quanto meritavamo ma abbiamo dato dimostrazione di compattezza, di unione. C’è una grandissima stima tra noi, è stato un piacere poterlo aiutare e dare un contributo alla Nazionale. In questi dieci giorni abbiamo vissuto come dei fratelli, con la squadra si è creato un rapporto ancora migliore. Abbiamo corso veramente bene, ho attaccato negli ultimi metri della salita per poi fare la discesa a tutta. Ho visto arrivare Vincenzo e via, abbiamo tirato dritto”.

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