La scienza può scoprire i tuoi segreti leggendo il cervello

La scienza legge il cervello mettendo a rischio la privacy dell'individuo. Dalla scansione del cervello si possono trovare i segreti più profondi

Fonte: pixabay.com

La scienza legge il cervello, l’organo che da sempre interessa i ricercatori, così complesso ma anche interessante da esplorare e scoprire. La ricerca portata avanti nel Texas Tech University mette in seria difficoltà l’individuo che dovrà fare i conti con la sua privacy. Tutto parte dalla testa, anche il desiderio di smettere di fumare o di rifiutarsi di mangiare. La scienza ora scopre i segreti del cervello e mentire non sarà più possibile. La scoperta è stata possibile scansionando l’encefalo, considerato da sempre la “terra” più misteriosa da esplorare.

Ancora oggi questa meraviglia del creato non è ancora conosciuta, non solo nel suo funzionamento, che forse non si capirà mai del tutto, ma nemmeno nella sua anatomia, anche se di recente alcuni ricercatori hanno creato la prima mappatura del cervello umano. Non solo la tecnologia mette a disposizione Google Maps dove basta inserire un indirizzo per osservare la prospettiva stradale, ma da oggi ci è concesso di avere a disposizione un atlante digitale del cervello. A questo meraviglioso progetto si va ad aggiungere l’identificazione EEG che potrebbe generare nuovi problemi su fatto di privacy.

Le onde celebrali non sono suscettibili di falsificazione come può succedere con le impronte digitali. La scienza legge il cervello con le applicazioni di scansione EEG che possono raccogliere molto di più dalla materia grigia di quanto si potrebbe desiderare, come per esempio se si è alcolizzati e si vuole mantenere il segreto. Il cervello deve essere sempre attivo, altrimenti se rimane inattivo per più di dieci giorni si corre il rischio di atrofia e Alzheimer.

I ricercatori di sicurezza Abdul Serwadda e Richard Matovu di recente hanno testato il sistema di autenticazione EEG per vedere se le informazioni personali raccolte da alcune scansioni celebrali anonime fossero vere. Sono stati presi in esame un gruppo di alcolisti noti. La macchina ne ha rilevato il 25% che si è identificato come tale. Con la scienza che legge il cervello è difficile mentire. Questi marcatori potrebbero in futuro essere utilizzati in campo medico, ma con gli scanner delle onde celebrali è possibile anche identificare i tratti degli utenti. Se per molti è un problema mantenere riservata la propria privacy sui social network figuriamoci quando si potranno reperire dati personali dalle proprie onde celebrali.

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