La storia di Pisacane: dalla paralisi alla A con il Cagliari

Il giocatore è stato colpito prima da una grave malattia, la sindrome di Guillain-Barré, poi ha subito pressioni per entrare in una combine

Fonte: Instagram

Per Fabio Pisacane quello stadio e la maglia del Cagliari hanno un senso in più, oggi, dopo aver giocato in Serie A. A trent’anni, dopo aver affrontato la malattia, aver sfiorato l’onta del calcioscommesse e l’incertezza delle conseguenze, la determinazione di cui è stato capace lo hanno reso un uomo diverso. Speciale.

Fabio ha realizzato il suo sogno di bambino, un obiettivo condiviso da tanti e che realizzano in pochissimi: la Serie A. “Una mattina mi sono svegliato e non riuscivo più ad alzare le braccia”, ha rivelato ai microfoni.

Cresciuto nelle giovanili del Genoa, con cui ha debuttato in Serie B, il giocatore napoletano ha poi dovuto fermarsi quando ha scoperto di essere affetto dalla sindrome di Guillain-Barré, una rara malattia che l’ha portato prima alla paralisi e poi al coma, ancora giovanissimo.

Un’esperienza terribile, che non ha fermato le ambizioni di Fabio. Anzi, lo ha reso più solido, fermo, deciso: dopo una lunga gavetta di prestiti nell’allora Serie C1 fino all’acquisto da parte del Chievo in comproprietà con il Lumezzane, lasciandolo però in prestito alla squadra lombarda.

È proprio in provincia di Brescia che il ds del Ravenna, Giorgio Buffone, gli propone una combine, lui rifiuta e denuncia tutto, diventando insieme a Simone Farina il simbolo della lotta al calcio malato.

La Fifa lo premiò e lo nominò ambasciatore, insieme al collega romano che intraprese una strada diversa. Fabio voleva continuare a giocare. Così, dopo questa seconda prova, per Pisacane è continuata la trafila di tanti giocatori che tentano di ritagliarsi un ruolo nel calcio che conta.

Ternana e, poi, due ottime stagioni in Umbria e l’Avellino, nel 2013, decise di acquistarlo facendolo anche avvicinare a casa. In Irpinia l’incontro che darà una svolta alla sua carriera: il tecnico Massimo Rastelli che lo porta al Cagliari.

“Ho ripensato, in questi mesi, a tutto quello che ho vissuto e quello che ho dovuto passare per arrivare fin qui. Scusate, non ce la faccio”, le sue emozionanti parole ai microfoni. Le prime di chi ha realizzato, forse, tutto quello affrontato finora.

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