La verità sui "biscotti della fortuna". Cosa devi sapere

I biscotti cinesi della fortuna in realtà non sono cinesi: ecco la loro vera storia!

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Sapevate che i biscotti cinesi della fortuna… non sono cinesi? Non è un gioco di parole, ma la cruda verità: pensate che in Cina nessuno conosce questi biscottini avvolti in carta dorata, che sono invece un must dei ristoranti cinesi di tutto il mondo.

I biscotti della fortuna sono in realtà giapponesi (volete vivere a lungo? Seguite la dieta giapponese), ma il merito della loro diffusione è stato dei cinesi: per questo alla fine è stata attribuita a loro la “paternità” di questi dolcetti. A scoprire la vera storia dei biscotti della fortuna è stata la ricercatrice giapponese Yasuko Nakamachi, che ha fatto della sua tesi di laurea una vera e propria missione: ha conosciuto i biscottini della fortuna in un ristorante cinese di New York, negli anni ’80, e qualche anno dopo li ha riconosciuti in un panificio giapponese, leggermente diversi (si trattava degli  tsujiura senbei). Da lì sono partite le sue ricerche, durate sei anni, che l’hanno portata a rintracciare i primitivi biscotti della fortuna addirittura nel 1878, in una incisione che raffigurava tre personaggi, uno dei quali  alle prese con la cottura dei senbei sulle griglie.

Ma come arrivarono in America questi biscottini e come divennero appannaggio dei cinesi? La forte immigrazione dalla Cina e dal Giappone negli anni della prima guerra mondiale portò la cultura americana in contatto con questi dolcetti, diffusi anche grazie al cantante David Jung, che nel 1916 fondò la Hong Kong Noodle Company.

I cinesi presero il sopravvento sulla produzione dei biscottini quando negli anni ’40 molti giapponesi furono portati nei campi di internamento: alla fine degli anni ’50 le aziende cinesi producevano già 250 milioni di biscotti della fortuna. Pensate che oggi siamo sui 3 miliardi.

Ai giorni nostri anche in molti ristoranti cinesi italiani, a fine pasto, viene portato questo piccolo dolcetto avvolto in carta dorata, che contiene una serie di numeri fortunati e una piccola regola di vita, di solito tradotta dal cinese: oggi vi abbiamo raccontato quale è stata la loro origine!

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