Lanciata un’iniziativa per salvare i daini in Emilia Romagna

Oipa ha presentato una manifestazione d’interesse alla Regione per la salvaguardia di alcuni esemplari.

28 Ottobre 2021
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L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) si mobilita per la salvaguardia dei daini sul territorio dell’Emilia Romagna. La regione – che ha già dichiarato ‘guerra’ allo scoiattolo grigio – è ancora una volta nell’occhio del ciclone. L’associazione animalista ha, infatti, avviato un’iniziativa con cui intende convincere le istituzioni ad abbandonare, o almeno rendere meno cruente, le misure di contenimento per gli esemplari considerati in sovrannumero.

Metodi incruenti e prevenzione sono al centro della proposta di Oipa che invita i cittadini a firmare il volantino online. Nello specifico, la sezione di Ferrara ha già provveduto a inoltrare agli organi competenti una manifestazione d’interesse. Con questa ha sottoposto alla Regione la proposta di trasferimento di alcuni daini in terreni privati resti disponibili all’accoglienza.

Stando alle decisioni prese, i daini del Lido di Classe (Ravenna) e del Lido di Volano (Ferrara) rischiano la cattura. L’obiettivo è quello di portarli in aziende faunistiche venatorie o in aziende alimentari per la macellazione. A questo si oppone Oipa che ha diffuso una nota stampa con alcune osservazioni del presidente Massimo Camparotto.

“Dopo la reintroduzione, si vuole ora limitare numericamente la presenza dei daini con interventi di cattura e allontanamento” si legge. “Per la Regione Emilia Romagna la popolazione degli ungulati va catturata e trasferita poiché rappresenterebbe un pericolo per la sicurezza stradale: un’affermazione basata su un censimento discutibile, visto che l’ultimo risale all’aprile del 2019. La stessa Ispra, inoltre, aveva prescritto la necessità di procedere a più monitoraggi per una stima effettiva degli esemplari presenti in un determinato territorio. Per di più, i progetti di controllo sperimentale sulla fertilità continuano a rimanere solo sulla carta”.

E ancora, aggiunge Camparotto, “perché, ci chiediamo, autorizzare questa operazione di cattura e trasferimento in luoghi dove saranno oggetto delle battute dei cacciatori? Durante gli interventi di prelievo, certamente molto più costosi per le casse pubbliche rispetto all’utilizzo dei metodi ecologici, molti daini catturati con telenarcosi moriranno e quelli che arriveranno vivi nei distretti territoriali, individuati nel piano faunistico venatorio, saranno poi destinati a essere uccisi, macellati dopo essere stati consegnati ad allevamenti da carne o, nella migliore delle ipotesi, confinati all’interno di recinti privati come esemplari ornamentali”. Chissà come deciderà di rispondere la Regione.

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