Le nonne cheerleaders arrivano dal Giappone

Dimenticate le 15-20enni da capogiro che si esibiscono in occasione dei match di NBA. L’alternativa c’è

Ma chi l’ha detto che per fare la cheerleader servono un fisico perfetto e un’età molto ma molto verde? Di sicuro vedere una splendida ragazza volteggiare con il suo fisico scultoreo fa sempre piacere, ma ogni tanto si possono prendere in considerazioni le alternative, a patto di non pretendere troppo.

Da segnare con il circoletto rosso, quindi, il nome delle Japan Pom Pom, un gruppo di cheerleader giapponesi dall’età media di 70 anni: la più giovane ha 55 anni e le più anziane hanno ampiamente superato gli 80.

L’idea, veramente singolare va detto, è venuta a tale Fumie Tanako (84 primavere al suo attivo), che a 60 anni ha divorziato – così almeno dicono le cronache provenienti dal Sol Levante –  e che da allora si è messa alla ricerca di nuovi stimoli, passando da un hobby all’altro. Ci ha messo qualche anno, ma alla fine ha trovato la strada giusta, a quanto sembra, visto che ha coinvolto nella sua iniziativa alcune amiche e da lì in poi il gruppo si è ampliato a dismisura e ha già raggiunto l’invidiabile traguardo dei venti anni di carriera.

Gli spettacoli proposti sono assai divertenti, ma a differenza delle spericolate cheerleaders americane le meno giovani colleghe nipponiche si guardano bene dal prodursi nelle acrobazie più pericolose per evitare il rischio di infortuni. E meno male, perché in alcuni casi finire in infermeria quando non si hanno più 15-20 anni può creare una catena dalla quale ci vuole tantissimo tempo per uscire.

Il Giappone, va osservato, è uno dei Paesi al mondo con l’aspettativa di vita più alta per quanto riguarda le rappresentanti del gentil sesso (87 anni): va da sé che la signora Tanako possa attingere a un serbatoio di pretendenti ben più elevato di quello che potrebbe succedere in altre nazioni, nelle quali bisogna accontentarsi delle solite teenagers.

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