Le ovaie non hanno la tua stessa età: come calcolarne gli anni

L’età cronologica e quella biologica spesso non corrispondono affatto: ecco come calcolare gli anni delle nostre ovaie

Le donne che stanno cercando di rimanere incinte devono fare i conti con il cosiddetto orologio biologico che, col passare del tempo, velocizza il suo tic tac: tradotto, significa che ad ogni ciclo mestruale, “perdiamo” uno degli ovociti che abbiamo a disposizione e che sono stati prodotti con il primo menarca. Gli ovociti, infatti, maturano tutti insieme e ne scende uno ogni 28 giorni a meno che non vengano fecondati da uno spermatozoo.

Ma quanti ovociti ci restano? Avere questa curiosità equivale a voler sapere quanti anni hanno le nostre ovaie e quanti ne restano per poter restare incinta (comunque fare sport intenso col pancione fa bene!): l’età ovarica, infatti, non corrisponde alla nostra età anagrafica e per risalire a questo dato, bisogna analizzare l’ormone antimulleriano… Mai sentito, vero?

Questa glicoproteina, che viene prodotta a partire dall’età dello sviluppo sia nell’uomo che nelle donne, funge da regolatore della folliculogenesi nell’ovaio femminile e il suo livello decresce di anno in anno, correlandosi dunque a una progressiva riduzione del numero di follicoli ovarici. Con un esame del sangue, è possibile stabilire se una donna sia ancora fertile e eventualmente correre ai ripari congelando gli ovuli rimasti, oppure intraprendendo percorsi alternativi.

La fertilità della donna è massima a 25-30 anni (ecco come si calcola il periodo di gestazione), poi decresce pian piano fino alla menopausa (Gery Halliwell è rimasta incinta a 44 anni).

Al contrario, qualora i valori siano anche 5 volte più alti della norma, potremmo essere in presenza di un ovaio policistico: in ogni caso, conoscere i livelli dell’ormone AMH aiuta le donne a fare scelte più consapevoli (qui le app migliori per avere tutto sotto controllo).

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