Le parole che abbiamo inventato nel 2021

Dal metaverso al green pass, viaggio nel 2021 attraverso le sue parole.

29 Dicembre 2021
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Fonte: 123RF

Alla fine di ogni anno arriva il tempo dei bilanci, e ce ne sono davvero di ogni genere. Tra i viaggi a ritroso che possiamo fare per ripercorre gli ultimi dodici mesi c’è anche quello guidato dalle parole più cercate in rete e dai nuovi termini inventati. Gli eventi, infatti, comportano il mutamento delle abitudini e il linguaggio che portano con sé risente di questi sviluppi. Così, non solo termini rari sfondano il muro dell’uso comune ma anche parole di nuovo conio diventano abituali nelle nostre conversazioni.

E, allora, se il 2020 ha visto purtroppo risorgere parole come ‘pandemia’ e ‘lockdown’, il 2021 è stato l’anno del ‘green pass’, del ‘metaverso’ e degli ‘nft’. Partiamo proprio da quest’ultimo lemma, che significa ‘non-fungible-token’, ovvero un token crittografico che identifica in maniera univoca l’autenticità e la proprietà di un bene, sia esso fisico o digitale. A differenze delle criptovalute – dette anche, semplicemente, ‘crypto’, altro nuovo termine degli ultimi dodici mesi – gli nft non sono intercambiabili.

Ecco, poi, il ‘green pass’, passaporto sanitario riconosciuto a livello europeo che si ottiene con la vaccinazione anti Covid-19. E proprio green pass risulta essere la parola più cercata in rete durante l’anno. Collegata alla situazione sanitaria che stiamo vivendo, spunta anche l’espressione ‘Long Covid’, riconosciuta come nuovo termine dall’Accademia della Crusca. La scheda dedicata lo definisce così: “condizione patologica che comprende sia la malattia da COVID-19 sia il prolungamento degli stessi sintomi o anche soltanto condizione patologica in cui i sintomi da Covid-19 continuano a manifestarsi nonostante la guarigione dalla malattia”.

Anche ‘abilismo’ è stato inserito tra le parole nuove della Crusca, come termine che indica “discriminazione, pregiudizio o marginalizzazione nei confronti delle persone disabili”. Analogamente, ‘ageismo’ indica “discriminazione, pregiudizio o marginalizzazione di una persona in relazione all’età; in particolare discriminazione nei confronti degli anziani”. ‘Audismo’, invece, si riferisce alla stessa condizione di discriminazione verso le persone sorde.

Infine, tra gli altri termini che ormai spopolano, c’è ‘metaverso’, complice anche la decisione di Mark Zuckerberg di cambiare il nome della sua società in Meta. La parola, che risale al 1992, identifica uno spazio tridimensionale popolato di avatar con i quali le persone fisiche possono muoversi e interagire fra loro. Quelli citati sono solamente alcuni dei neologismi con cui familiarizzare ma ci danno un’idea di quanto il linguaggio verbale sia una organismo davvero in continua evoluzione.

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