Le password più usate del 2016, sarebbe ora di cambiarle

Scegliere una password adatta è importante: ecco le più semplici da non utilizzare mai

Fonte: Pixabay

Proteggere il proprio pc da possibili attacchi di hackers dovrebbe essere una priorità, in un mondo in cui tutta la nostra vita è sul nostro computer: dalle e-mail personali ai dati bancari a foto private. Proteggere l’accesso al computer significa proteggere la propria privacy.

Per questo il primo passo è scegliere una password difficile da individuare: una precauzione semplice che molti, però, tendono a trascurare. Le password più usate sono, infatti, terribilmente banali e facilissime da indovinare.

Quando la password è “password”

Secondo gli studi di un’agenzia specializzata in sicurezza informatica, un settore che al giorno d’oggi è sempre più importante, nel 2016 la maggioranza delle persone ha scelto per i propri account password davvero semplicissime, al limite dell’imbarazzante.

Sul podio delle password più usate, infatti, trionfa la semplicità: 123456 è da ormai cinque anni la regina delle password in tutto il mondo. Anche gli altri risultati dell’indagine riconfermano complessivamente i dati resi noti già da qualche anno: le più usate sono le stringhe numeriche semplici da ricordare (123456789 oppure 111111 o ancora 123123) o sequenze di lettere elementari, tra cui le più diffuse sono sicuramente “qwerty” e l’intramontabile “password”.

Molte di queste password sono di appena 6 caratteri e possono essere hackerate dai sistemi informatici in pochi secondi. Potrebbero anche essere scoperte da qualcuno che semplicemente tiri ad indovinare.

Scegliere password semplici da ricordare è un grave errore, perché si rischia di cadere nella banalità e nelle stesse scelte fatte da milioni di altre persone. Un altro grave errore è utilizzare la stessa password per più account: anche nel caso in cui sia più complessa, usarla ripetutamente non fa altro che semplificare il lavoro a chiunque voglia accedere ai vostri account in vostra vece.

Password che rivelano i “bot”

Tra le password più usate compaiono, però, anche sequenze miste come “18atcskd2w” e “3rjs1la7qe”: all’apparenza sembrano complesse, perché non seguono uno schema preciso e prevedibile come potrebbe essere l’altrettanto diffusa 1q2w3e4r, ma in realtà rivelano qualcosa di molto importante.

Sono, infatti, le password usate e inserite automaticamente dai bot, programmi che accedono alla rete fingendosi utenti umani e creando falsi account che utilizzano per spam o attacchi informatici.

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