Le piante cambiano sesso: uno dei trucchi usati per la sopravvive

Vediamo quali sono i sorprendenti stratagemmi che adoperano le piante per sopravvivere

Fonte: Pixabay

L’attrazione sessuale è presente in ogni specie vivente. Da quell’umana fino a quella vegetale, passando per gli animali. Tutte le creature di questo pianeta, per sopravvivere, necessitano di attrarre l’attenzione su di sé. Quando una star sceglie per esempio di fare una provocazione è ben consapevole dell’attenzione mediatica che da lì a poco le sarà riservata. Ed è in questo caso equiparabile al pettirosso che si gonfia per attrarre la femmina. Insomma uno stratagemma insito in ognuno di noi, un vero e proprio istinto naturale.

Nell’enorme gara dell’impollinazione tanti sono i sotterfugi messi in campo dai fiori per potersi riprodurre. Nel loro germogliare tentanto di farsi notare tramite colori sgargianti e vivaci. Alcuni esperti di botanica, per far comprendere ai giovani d’oggi tale fenomeno della natura, paragonano il numero di insetti raggiunti ai like ottenuti su Facebook. Il processo è lo stesso così come il fine. Questo viene però ritenuto l’unico mezzo che i fiori hanno a disposizione per potersi riprodurre.

I fiori sono gender fluid

Nulla di più inesatto. C’è infatti un altro sistema con cui questi vegetali tentano di raggiungere una vera e propria supremazia sessuale. I fiori si trovano in un determinato luogo e al fianco di piante simili o meno per puro caso. Per questa ragione col passare degli anni hanno sviluppato un enorme elasticità ed un incredibile adattabilità. Osservandoli si è scoperto che, pur di riprodursi, queste meravigliose creature scelgono volontariamente di cambiare sesso.

Se infatti percepiscono che si ritrovano in un campo prevalentemente popolato da maschi allora riescono a divenire femmine, tramite un loro processo biologico. Insomma i fiori sono gender fluid ovvero più che fossilizzarsi in un solo sesso preferiscono definirsi a seconda dell’occasione.Questo processo riguarda in particolar modo la Mercurialis ambigua.

Le piante son brutte bestie

A spiegarlo è Renato Bruno nel suo ultimo saggio “Le piante son brutte bestie” edito da Codice Editore. Oltre ad essere docente di Biologia Farmaceutica e Botanica presso l’Università di Parma è anche un blogger. Per comunicare ai più e con un linguaggio semplice ed immediato ha infatti messo su uno spazio web chiamato Erba Volant.

Egli denuncia anche un fenomeno che ha definito cecità vegetale. In pratica l’essere umano vive la natura come uno sfondo verdeggiante e nulla più. Bisogna educare i giovani ad avere un rapporto più consapevole con la natura per evitare di distruggere definitivamente il nostro ecosistema.

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