Le sigarette elettroniche "rompono" le ossa?

Secondo uno studio americano, le sigarette elettroniche avrebbero anche un altro pericoloso effetto collaterale

I danni causati dal fumo non sono più in discussione, né nella comunità scientifica né nell’opinione pubblica: per questo l’arrivo della sigaretta elettronica, ormai diversi anni fa, venne salutata come un sistema valido ed innocuo per smettere di fumare, liberandosi della pericolosità di tabacco e nicotina.

Negli anni però sono emersi sempre più dubbi sull’effettiva salubrità dell’e-cig: sia perchè viene considerata una porta d’ingresso per le sigarette vere da parte dei più giovani, sia per i diversi studi effettuati che hanno rilevato tracce di metalli pesanti e aldeidi nell’aerosol (in altre parole, nella classica “svapata”).

In particolare uno studio americano, condotto da scienziati americani e pubblicato sull’American Journal of Medicine Open, ha evidenziato come i danni sulla struttura ossea causati dalla sigaretta elettronica sono paragonabili a quelli causati dalla sigaretta vera e propria.

Le sigarette tradizionali sono infatti un importante fattore di rischio per l’osteoporosi e la fragilità ossea, cioè per quella patologia che porta le ossa a rompersi anche senza traumi: la ricerca condotta in America ha evidenziato che su 5.500 persone esaminate, di cui 4.519 non avevano mai usato sigarette elettroniche e 1.050 erano consumatori abituali, in 444 hanno avuto fratture dovute a fragilità ossea che sono risultate più frequenti in chi usa e-cig e ancora di più in chi usava sia sigarette normali che elettroniche.

I dati dell’Ossfad (Osservatorio fumo, Alcol e Droga) dell’Istituto Superiore di Sanità non sono confortanti in questo senso: la maggior parte degli utilizzatori di sigarette elettroniche in Italia sono duali, cioè usano sia sigarette elettroniche che tradizionali, mentre fra gli utilizzatori esclusivi sono presenti sia persone che non hanno mai fumato prima la sigaretta normale che persone che invece hanno interrotto l’uso delle sigarette preferendo l’e.cig.

Il tabacco è la prima causa di morte in Italia, con 83mila decessi all’anno imputabili solo al suo consumo: inutile dire che provare a smettere, con qualunque mezzo, non è mai troppo tardi.

 

 

 

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