LeBron shock: il "fratello minore" è stanco di fargli da secondo

L'ingombrante presenza del Re la reale motivazione del probabile addio di Irving

Negli States non si parla d’altro. Kyrie Irving ha fatto sapere di voler lasciare i Cleveland Cavs, di volersi “separare” da Re LeBron James. Un Re che si è detto sorpreso dalle parole del suo “fratello minore”, quello con cui ha conquistato tre Finals NBA consecutive, vincendone una (con canestro decisivo proprio di Irving).

In realtà, il motivo del quasi certo addio di Irving risiede proprio nell’ego, smisurato, di James. Irving è stanco di essere “il secondo della fila”. Non riesce più a vivere nell’ombra del 23 e, quindi, ha scelto di andare altrove, in una franchigia dove possa tornare ad essere la superstar della squadra.

In effetti, nel 2011, al suo arrivo ai Cavs, Irving era il “numero uno”. Situazione cambiata radicalmente nel 2014, quando è arrivata Sua Maestà. Nonostante un anello NBA vinto, Irving si è sentito “messo da parte”. Più o meno quello che sta provando, al Barcellona, un certo Neymar. Con Messi in campo, difficile per il brasiliano brillare più della Pulce.

In realtà, nell’NBA, ci sono stati tanti giocatori che, a causa del proprio ego, hanno offuscato i loro compagni. Si pensi a Jordan con Pippen ai tempi dei dominanti Chicago Bulls o a Kobe, uno che, ai LA Lakers, non lasciava spazio a niente e nessuno. Irving ha detto basta. Il ruolo di secondo violino non gli aggrada.

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