Legge elettorale, adesso a Grillo va bene il "legalicum"

L'intervento del capo del M5s sul blog

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Roma, 23 gen. (askanews) – Il M5S si è battuto contro l’Italicum ma ora, qualunque sia la sorte che la Corte costituzionale deciderà per la riforma elettorale voluta da Matteo Renzi, si deve solo andare al voto. Lo ha ribadito Beppe Grillo sul suo blog. “Domani la Consulta – ha sottolineato – si esprimerà sulla legalità costituzionale dell’Italicum, la legge elettorale del Pd imposta al Parlamento con ben tre voti di fiducia. Il MoVimento 5 Stelle è sempre stato contrario a questo sistema elettorale perché anti democratico. Ci siamo battuti contro l’arroganza e l’irresponsabilità del governo e della maggioranza, che ci hanno lasciato con due leggi diverse nei due rami del Parlamento, perché l’Italicum vale solo per la Camera, in quanto davano per scontata la vittoria della schiforma Renzi-Boschi-Verdini al referendum dello scorso 4 dicembre. I cittadini li hanno riportati alla realtà”.

“In Parlamento – ha ricordato il leader del M5S – abbiamo votato contro e fuori dal Parlamento molti nostri portavoce hanno sottoscritto quei ricorsi degli avvocati anti-Italicum grazie ai quali la Consulta potrà giudicare la legge. Lo abbiamo fatto con l’obiettivo di abbatterla, anche quando tutti dicevano che ci avrebbe favorito. Se escludiamo l’ipotesi che la Corte rigetti i ricorsi perché inammissibili da domani avremo una nuova legge elettorale pronta per l’uso. Una legge finalmente costituzionale perché passata attraverso il filtro di legalità della Consulta: il ‘Legalicum'”.

“Noi – ha affermato ancora Grillo – vogliamo votare subito e per farlo è sufficiente adattare il Legalicum anche al Senato per avere una legge omogenea per le due Camere. Non è la legge perfetta, ma questa maggioranza, eletta col Porcellum, non deve azzardarsi a rimettere mano alla legge più importante dopo la Costituzione. Non avrebbe neppure dovuto farlo e, quando lo ha fatto, ha creato il peggior caos istituzionale che si ricordi, con due leggi elettorali diverse tra Camera e Senato”.

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