L’impresa di due base jumper: incredibile tuffo da 145 metri

Guarda il video che sta facendo il giro del web.

Fonte: Screenshot tratto da CorriereTv

Un incredibile video sta spopolando sui social: due saltatori hanno tentato l’incredibile impresa di spiccare il volo da 145 metri di altezza.

Il video pubblicato su Facebook ritrae i due ragazzi sulla torre delle Generali nel quartiere in costruzione City Life a Milano: dopo aver ultimato tutti i preparativi entrambi si sono lanciati nel buio spiccando il volo da ben 145 metri d’altezza. Guarda qui il video.

Una impresa pericolosa ma allo stesso tempo illegale: i due si sono infatti intrufolati in una struttura in costruzione.

Il video che abbiamo potuto ammirare non è l’unico che sta facendo il giro del web: c’è anche chi con degli incredibili tuffi da 30 metri ha sfidato la morte.

Ci stiamo riferendo alla gara di tuffi estremi che si è tenuta a Pomigliano a mare: erano quasi in 70mila a guardare la gara, unica tappa italiana del RedBull cliff diving.

Tra gli spettatori, sbalordita, anche una campionessa olimpica come Tania Cagnotto: "Ci vuole un po' di sana pazzia per buttarsi da questi dirupi…".

Anche al Tour Cycliste Antenne Reunion, una corsa ciclistica che si snoda nel dipartimento oltremare francese La Réunion (nell’Oceano Indiano) è successo qualcosa di incredibile: un folle, in un tratto di leggera curva a destra, con i ciclisti lanciati a grande velocità, ovvero l’uomo in maglia verde, ha afferrato le transenne che separano la strada dagli spettatori e le ha trascinate in mezzo alla carreggiata proprio quando sopraggiungevano gli atleti. Qualcuno è riuscito a evitarle, buttandosi sulla sinistra, in mezzo al pubblico; ma un paio di corridori (Paul Riviere e Bradley Potgieter) sono finiti a terra, impossibilitati a schivare l’ingombrante ostacolo, con un violento impatto con l’asfalto.

Il fatto più grave però è che in seguito agli immediati accertamenti, il folle che ha causato l’incidente è risultato essere Jean Bernard Boyer, nonché il padre di uno dei corridori iscritti, Jonathan Boyer. Il motivo del gesto è che la gara non sia stata interrotta quando il figlio è caduto insieme al corridore Enzo Bernard. Per una sorta di vendetta, dunque, ha voluto interrompere in questo modo lo sprint finale. Una dura sanzione è poi scattata per il sabotatore.

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