Lisa Fusco: "Mio padre defunto mi parla dalla stampante"

La subrettina ha svelato di comunicare con il padre, scomparso nel 2014 attraverso messaggi scritti

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Fonte: Instagram

Quello che ha raccontato Lisa Fusco, la famosa subrettina, colpisce per la fermezza con cui spiega le modalità per illustrare come e quanto il rapporto con suo padre non si sia mai interrotto, nonostante la sua scomparsa.

“Mio padre mi parla dall’aldilà attraverso la sua stampante”, ha raccontato a una giornalista de Il Mattino, prima di partecipare a un evento la Fusco. Anzi, attraverso la sua stampante “quella sua personale, quella che non voleva fosse toccata da nessuno”.

Suo padre, mancato il 6 luglio 2014, pochi giorni dopo la sua morte le avrebbe mandato dei segni per manifestarle la sua vicinanza avvalendosi di questo strumento, senza che fosse collegata all’energia elettrica o che vi fossero altri problemi tecnici riscontrati.

“Fin dal luglio 2014 all’improvviso la sua stampante senza essere collegata alla corrente, si è accesa e sullo schermo del telefono, a cui è collegata, sono apparse scritte”, ha dichiarato nella videointervista. “Sai quando sei lì a pensare ‘papà dove sei’, ‘papà parlami’, ‘papà vorrei sentirti’… ecco all’improvviso si è accesa una luce immensa. La prima volta mi sono spaventata assai. Poi mi sono tranquillizzata e ho cominciato a chiedergli di farsi sentire nuovamente. Ed è in quel momento che ha ricominciato a ricomparire. Di solito i morti parlano attraverso i propri oggetti personali, un telefono, una radio, anche una stampante”.

“Ho una sorta di appuntamento con lui tutti i giorni, ma un giorno ho provato a scrivergli (attraverso la stampante, ndr) che quella sera non sarei potuta venire. Allora lui mi ha risposto: ‘Ah stasera sei in dolce compagnia!’. Ed era vero!”, ha svelato Lisa.

La Fusco, come precisa lei stessa, non è una cattolica praticante in senso stretto: “Non vado mai a messa. E poi sono comunque un po’ scettica su quello che è accaduto, se è vero o non vero. Non ho chiesto un consulto alla Chiesa. Magari qualche preghiera a casa, quando faccio domande a mio papà e lui mi risponde, ma niente più. E poi ho fatto molte prove prima di raccontare questa storia”.

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