L’isola di Capraia limita gli accessi a difesa della foca monaca

Accesso limitato al mare dell’isola di Capraia: è l’ultimo intervento messo in atto per difendere un esemplare di foca monaca che popola quelle acque

25 Giugno 2020
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L’isola di Capraia limita gli accessi per difendere un’esemplare di foca monaca che popola un tratto del suo mare. È quanto deciso dall’ordinanza firmata da Giampiero Sammuri – presidente dell’Ente Parco Arcipelago Toscano – che ha deciso di rendere inaccessibili ai turisti Punta delle Cote e la Baia che si estende a sud.

L’ampia porzione di costa sarà così completamente interdetta all’uomo per proteggere il raro mammifero attualmente nella lista delle specie a forte rischio di estinzione. L’animale è stato avvistato più volte, l’ultima delle quali una decina di giorni fa tra Cala di Ceppo e Punta della Fica. In quelle acque, la foca ha fatto capolino sulla superficie ripresa prontamente da un turista.

Così recita l’ordinanza: “Considerato che nelle ultime tre settimane, si sono registrate segnalazioni relative alla presenza di un esemplare di Foca monaca (Monachus monachus) nell’area protetta a mare dell’Isola di Capraia, all’interno del perimetro del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, è fatto divieto di accesso, in ogni forma e con ogni mezzo nel tratto di mare già classificato come zona B, compreso tra Punta delle Cote a nord e la Baia a sud di Punta delle Cote.”

La decisione dell’Ente si rende di fatto necessaria, per quanto forse impopolare a inizio della stagione estiva, per tutelare una delle specie considerate “in pericolo critico” e quindi a forte rischio di sparire dalla faccia della terra. Al momento, del resto, sono segnalati solo settecento esemplari in tutto il pianeta e ogni intervento a salvaguardia di questi animali diventa fondamentale.

Ma la speranza viene ora alimentata proprio dai frequenti avvistamenti della foca monaca anche nelle acque italiane. Qui da oltre cinquant’anni la specie non si riproduce e per questo qualsiasi passaggio è accolto con entusiasmo. Prima che a Capraia, l’animale era stato segnalato al largo delle Egadi a conferma della presenza della foca nell’area marina fra Sardegna e Sicilia. Un segnale certamente positivo.

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