Lo show teatrale più grande d'America: 700 attori in lip sync

700 attori recitano nello show più grande d'America in un teatro all'aperto ai piedi di una collina

Fonte: Search Creative Commons

Si è da poco concluso lo show più grande d’America: ben 700 attori hanno dato vita ad uno spettacolo in un teatro all’aperto. Nello stato di New York, precisamente ai piedi della collina Cumorah a Palmyra, ogni anno va in scena “The Hill Cumorah Pageant”, una produzione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, comunemente nota come Chiesa mormone. I mormoni ritengono che proprio su quella collina, nel 1827, Joseph Smith trovò, inciso su delle tavole d’oro, un antico testo che è diventato il Libro di Mormon.

Per i credenti, il Libro di Mormon è una sacra scrittura al pari del Vecchio e del Nuovo Testamento; per gli scettici è una sorta di racconto fantascientifico che reinterpreta, attraverso un gusto tipicamente americano, i personaggi e i temi della Bibbia cristiana. Comunque, credenti o meno, sono davvero molti gli spettatori che, da tutta l’America, si lasciano attrarre dal magnetismo della collina Cumorah: ben 35.000 nelle 7 notti di esibizione. Non c’è un biglietto d’ingresso, né sono richieste offerte: chi prima arriva, sceglie il posto migliore e si gode lo show.

Lo spettacolo va in scena dal 1937. L’attuale versione, la cui sceneggiatura è firmata dallo scrittore di fantascienza  Orson Scott Card ha debuttato nel 1988. Il numero esatto dei partecipanti cambia ogni anno: lo spettacolo appena concluso ha visto protagonisti in teatro più di 700 attori, 150 membri dello staff e 9 direttori di scena. Lo show è davvero impressionante: ben 1300 costumi, un palco su 10 livelli, l’utilizzo di cannoni ad acqua e getti di fuoco. Il riflettore che rappresenta la stella di Betlemme è talmente potente che il suo uso richiede l’approvazione del FAA, l’agenzia del dipartimento dei trasporti statunitense che regola l’aviazione civile.

Agli attori non è richiesta nessuna esperienza di recitazione e non vengono retribuiti. Chi vuole far parte del cast deve arrivare a Palmyra una settimana prima dell’inizio dello spettacolo e, in poche ore, i direttori assegnano i ruoli. Lo spettacolo è interamente in playback e poiché il palco è enorme ed è difficile leggere le espressioni facciali da lontano, gli attori devono gesticolare in maniera esagerata. Lo show ricorda le atmosfere dei musical americani e questo fa riflettere su quanto sia sottile la linea tra il teatro e il rituale, il gioco e il culto, il mitico e il kitsch.

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