L'obiettivo di Beppe Grillo dopo la pronuncia della Consulta di oggi

Di Maio sarcastico

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Roma, 25 gen. (askanews) – “Due righe” di testo per armonizzare le leggi elettorali della Camera (cioè quel che resta dell’Italicum dopo che la Corte costituzionale ha cancellato il ballottaggio) e del Senato, fermo al Consultellum prodotto a suo tempo dalla bocciatura del Porcellum, sempre ad opera della Consulta. E’ questa la richiesta del Movimento 5 stelle, che chiama “Legalicum” il parto della Corte e lancia con Beppe Grillo la parola d’ordine delle elezioni: obiettivo 40%, cioè la soglia per il premio di maggioranza sopravvissuto alla cancellazione del ballottaggio voluto dal governo Renzi. “Nella sentenza – precisa il leader M5S – è specificato che: ‘la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione’. Non ci sono più scuse”.

Quanto al 40%, “è il nostro obbiettivo per poter governare. Ci presenteremo agli elettori come sempre senza fare alleanze con nessuno. L’alternativa sono gli stessi partiti che hanno distrutto l’Italia”. Insomma, per Grillo anche questa campagna elettorale, come fu nel 2013, sarà M5S contro tutti, con una più netta e dichiarata ambizione di governo, in questo caso.
In linea gli altri commenti stellati, affidati per lo più ai big “autorizzati” a commentare, dopo la stretta proclamata da Grillo ai contatti – non concordati con la comunicazione da parte degli eletti – con la stampa e con il pubblico in generale.

“Renzi ha fatto due riforme: una bocciata da 20 mln di italiani, l’altra dalla Consulta. Un disastro totale!”, commenta Danilo Toninelli, plenipotenziario M5S della materia, per il quale “unico rimedio” è il “voto subito!”. Al Pd che chiede di discutere di Mattarellum, Alessandro Di Battista dice, parlando con i cronisti, “non commento quello che dicono gli specialisti in incostituzionalità”. E su Facebook ribadisce: “Renzi e Boschi hanno sbagliato tutto. Dovrebbero chiedere scusa e sparire dalla scena politica”. Ma dopo la sentenza si può “votare subito”.

“Finisce la stagione renziana con la bocciatura della legge più bella del mondo”: è il sarcastico commento di Luigi Di Maio. Al capogruppo dem alla Camera, Ettore Rosato, che ha ipotizzato un voto con “i consultellum”, cioè con le due leggi elettorali di Camera e Senato così come sono ora, Di Maio replica ricordando i poteri del Quirinale: “Non so se il presidente della Repubblica sia disponibile a questo”. Poi ribadisce: “Noi vogliamo armonizzare la legge del Senato, bastano due righe, un giorno di lavoro alla Camera e un giorno al Senato per approvarla”. Nessuna disponibilità al dialogo su una ennesima riforma elettorale complessiva: “Se questi (i partiti tradizionali di centrodestra e centrosinistra, ndr) si rimettono a lavorare su nuove regole elettorali, si va al 2019”, taglia corto il vicepresidente della Camera. “Due leggi elettorali hanno fatto in dieci anni e sono entrambe incostituzionali”, conclude.

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