L'Olimpiade degli umili: un contadino commuove il mondo

Dalla Cina un'incredibile storia di amore per lo sport e generosità che si intreccia con i Giochi di Rio

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L’olimpiade di Rio non è stata troppo fortunata per la Cina. Certo, le medaglie sono arrivate a pioggia, e ne sa qualcosa Tania Cagnotto, che ha portato a casa un argento in coppia con Francesca Dallapè nel sincro e uno storico bronzo nell’individuale che profumano d’impresa, visto quanto si sono dimostrate inarrivabili le cinesi, ma qua e là non sono mancate le delusioni, come quella del badminton, dove dopo i 5 ori su 5 di Londra la Cina è fuori dalle medaglie nel doppio e nel singolare femminile.

La conferma arriva dal sorpasso subito ad opera della Gran Bretagna nel medagliere generale, alle spalle degli imprendibili Stati Uniti. I momenti di gloria comunque non sono mancati, su tutti la commovente, ma anche un pizzico troppo spettacolare, proposta di matrimonio formulata in mondovisione dal tuffatore Qin Kai alla collega He Zi.

E tra questi ultimi entra anche l’impresa confezionata da un cinese purosangue, di 66 anni. No, nessuna medaglia, benché in alcune specialità si possa salire sul podio anche dopo aver scavalcato gli anta, ma un applauso virtuale da tutto il mondo per essere arrivato in Brasile nientemeno che in risciò.

Di professione contadino, Chen non è nuovo a questa impresa, dato che da vero cultore dei Giochi ha già compiuto lo stesso tragitto per raggiungere le precedenti due città ospitante l’Olimpiade.

Sì, compresa Pechino, dato che Guamming abita piuttosto lontano dalla capitale. Proprio nel 2008 prese il via la Grande Sfida: 400 chili di bagagli sul risciò e via verso Beijing. Obiettivo centrato, mentre ovviamente per Londra ci si è dovuti attrezzare per tempo, partendo due anni prima. Questa volta l’itinerario ha previsto tappa in Canada e salutare pedalata fino a Rio, passando per Stati Uniti e Sud America.

Come e più rispetto alla fiaccola passata per varie città del Brasile, il viaggio di Chen è stato immortalato dai tanti “amici” che il modernissimo contadino ha su facebook e dagli immancabili selfie concessi tra una pedalata e l’altra, oltre che da coloro che hanno ospitato il coraggioso durante le inevitabili tappe.

Sembra tutto bello, ma questa volta la favola non ha avuto il lieto fine. Anzi, questo non è stato neppure cercato dal protagonista. Chen, ben consapevole di non avere i soldi per acquistare i biglietti per assistere alle gare, è comunque un uomo felice, perché pronto a realizzare il proprio obiettivo:

“Come io sono stato incoraggiato da tante persone durante il viaggio, la mia più grande speranza è quella di incoraggiare le persone vulnerabili, i deboli e coloro che hanno paura a convincerli che ogni difficoltà può essere superata” ha detto.

Un posto nella storia dei Giochi è comunque suo, vista la nobile occupazione svolta durante i 16 giorni di gare: aiutare a raccogliere la spazzatura per tenere puliti i luoghi intorno all’Olympic Stadium.

Non sarebbe male fargli fare un viaggetto all’interno dello stadio durante la cerimonia di chiusura. 

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